Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

La lunga mano dei ‘catanzaresi’ sull’aeroporto di Lamezia

Archivio Storico News

La lunga mano dei ‘catanzaresi’ sull’aeroporto di Lamezia

Pubblicato

il

fd2df83eb84d78989a88c47f8c77c2fa

SANT’EUFEMIA LAMEZIA – Lobby e poltrone in SACAL.

E’ stato nominato ieri il nuovo direttore generale dell’aeroporto di Lamezia Terme, Pierluigi Mancuso. A decidere tra i curriculum pervenuti è stato un pool interamente giallorosso: Bevilacqua per la provincia di Catanzaro, Floriano Noto per la Camera di Commercio di Catanzaro, il noto imprenditore catanzarese Giuseppe Gatto in rappresentanza dei soci privati e il neopresidente Massimo Colosimo rappresentante del Comune di Catanzaro nel cda. In realtà, nonostante i proclama di SACAL, pare che i 54 curricula presentati dagli aspiranti direttori generali non siano stati neanche presi in esame. Ad affermarlo è Biagio D’Ambrosio rappresentante del Comune di Lamezia Terme l’unico consigliere a votare contro la nomina il quale spiega che il cda ha scelto “come se nulla fosse la nomina del direttore generale nella persona indicata precedentemente dalla Regione Calabria. Per questo motivo il Comune di Lamezia Terme ha votato contro e il rappresentante di Banca Carime si è astenuto, mentre il rappresentante di Aeroporti di Roma era assente alla riunione”. La società che gestisce l’aeroporto di Sant’Eufemia, ad onor di cronaca, è di proprietà dei calabresi. Di tutti i calabresi. E nello specifico: al 21% del Comune di Lamezia, al 19% della provincia di Catanzaro, al 10% della Regione Calabria, al 10% del Comune di Catanzaro,  al 3% della Provincia di Cosenza, il 3% è detenuto dalla Camera di Commercio di Catanzaro, l’1,5% dal Comune di Vibo Valentia mentre Camera di Commercio di Cosenza e Vibo possiedono piccole percentuali, Areoporti di Roma il 16%, Banca Carime il 10% e il resto del 5% delle azioni è ripartito tra i privati.

 

Mentre il ‘blocco dei catanzaresi’ ha già deciso le sorti dell’aeroporto principale della Regione, insorge protestando il sindaco di Lamezia Terme Speranza, completamente ignorato nel riassetto dei vertici al governo dell’ente nonostante abbia con forza richiesto che le nomine avvenissero tramite avviso pubblico per una selezione fondata su merito e competenze. Non si tratta di un caso isolato. Pochi giorni fa di nuovo il Comune di Lamezia è stato letteralmente scavalcato dalla Regione che con una presa di posizione ha deciso di intitolare l’aeroporto a San Francesco di Paola. Ma si sa, i santi in campagna elettorale, sono sempre di buon auspicio. Nonostante, secondo le affermazioni dello stesso sindaco “se l’aeroporto deve cambiare la sua attuale denominazione non spetta alla giunta regionale farlo ma lo deciderà il Consiglio comunale di Lamezia, essendo l’aeroporto situato nel comune di Lamezia. Dalle nostre conoscenze della legge la giunta regionale non ha alcun titolo per fare questo”. Il risultato? Nessuno. Il sindaco è stato by-passato e l’aeroporto di Lamezia diventerà dopo la notifica dell’Enac l’aeroporto internazionale di San Francesco di Paola. Ancora una diatriba sotto l’ombra della nomina del nuovo presidente Colosimo. Il principe della distribuzione dei surgelati nel Sud Italia, imprenditore catanzarese sulla cui nomina, pesa il diniego del Comune di Lamezia Terme che votò contro la decisione di nominare il rappresentante del Comune di Catanzaro presidente. I ‘catanzaresi’ sono compatti, ma adesso dovranno affrontare i lavoratori che tre giorni prima della nomina di Colosimo, ovvero il 7 Febbraio, hanno dato vita ad una imponente protesta proprio contro la dirigenza Sacal. Un dirigenza reputata dal 60% dei dipendenti “arrogante”, a cui ricordano attraverso una nota divulgata dall’USB che “non è l’azienda, ma sono solo i lavoratori a dover decidere da chi farsi rappresentare”. Un monito che vale anche per il territorio. Non dovrebbe essere Catanzaro a decidere, ma la Calabria intera.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social