Qualche giorno fa aveva fatto scalpore la comunicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativa alla rimozione del Presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, dal suo incarico. Un provvedimento, assolutamente inatteso, che ha generato diverse reazioni. Fra queste, quello dello stesso Pappaterra che ha deciso di presentare ricorso al Tar.
Per comprendere le motivazioni del ricorso bisogna fare alcune precisazioni. L’ultima nomina di Pappaterra, della durata quinquennale, è relativa al dicembre 2017, con scadenza, quindi, lo scorso mese di dicembre. Ma la vicenda controversa nasce nel settembre 2021 con la nomina del nuovo consiglio direttivo, che resterà in carica fino al 2026. Qualche mese prima, però, precisamente nel luglio 2021, il Governo ha deciso di approvare un decreto che, di fatto, fissa un’unica scadenza per consigli e presidenze; il tutto per evitare rallentamenti nella gestione delle risorse economiche destinate agli stessi Parchi nell’ambito del Pnrr. Da qui una “tacita” proroga per Pappaterra, il cui mandato, secondo quanto previsto dal decreto, sarebbe dovuto scadere nel 2026.
Il Tar, a questo punto, stabilirà chi ha ragione.





















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