Provincia
Il gioco d’azzardo nel cosentino: il contrasto alla ludopatia e al gaming illegale

COSENZA – Anche il 2022, in provincia di Cosenza, si è concluso all’insegna della lotta alla ludopatia e della lotta al gioco illegale, due lati della stessa medaglia, quella che vede avvantaggiarsi la criminalità organizzata e penalizzati alcune categorie di giocatori più sensibili e operatori del betting onesti. Cerchiamo di vederci più chiaro.
Il fenomeno del gioco d’azzardo illegale e della dipendenza
I dati riferiti all’anno 2022 parlano chiaro: 25 milioni di euro spesi nel gioco d’azzardo nella sola provincia cosentina (online, nei bar che ospitano le slot machine e nei centri scommesse). Un numero crescente di abitanti della città e delle zone limitrofe ha risposto così al periodo di pandemia e alla chiusura forzata delle attività e alla limitazione delle uscite: maschio, tra 20 e 45 anni di età, è il profilo del giocatore tipo della zona.
Purtroppo, accade anche che molti dei giocatori sviluppino una dipendenza del gioco e, in questo senso, il dato peggiore si riscontra nelle aree dove povertà e disoccupazione sono più marcate. L’area della Sibaritide ospita ben il 40% dei ludopatici dell’intera provincia. Nei primi 10 mesi del 2022 sono stati registrati in tutta la provincia ben 101 nuovi casi (di cui, 96 maschi) tra coloro che si rivolgono ai centri per la lotta alle ludopatie (Serd). Ovviamente, a questi vanno aggiunti tutti coloro che non bussano alla porta dei servizi di aiuto, per timore o per non conoscenza delle strutture stesse: il sommerso rischia di essere ancora più rilevante dell’emerso!
Al contempo, nel territorio provinciale il gioco d’azzardo illegale si diffonde: fonte di guadagno per la criminalità organizzata è anche una spina nel fianco di tutti quegli onesti operatori (bar che ospitano macchinette per il poker e slot machine, sale scommesse, …), che pagano la licenza e che dichiarano all’Agenzia delle Entrate ogni singolo euro che transita dai propri locali.
La risposta delle forze dell’ordine nei confronti del gioco d’azzardo illegale
Le forze dell’ordine effettuano operazioni di monitoraggio dell’intera provincia e intervengono per sequestrare apparecchi non legali o non utilizzati correttamente e per sigillare i locali non a norma. È accaduto, ad esempio, lo scorso mese di dicembre, quando dal controllo su una ventina di sale giochi, sale scommesse ed esercizi commerciali, sono state evidenziate una dozzina di violazioni amministrative e 35 sequestri penali e amministrativi e sono stati deferiti 8 titolari di sale scommesse per “esercizio abusivo dell’attività.
I due fenomeni (gioco illegale e ludopatia) sono strettamente legati e si nutrono l’uno con l’altro: basti pensare a come, solitamente, chi gioca in modo compulsivo rapidamente si trova costretto a rivolgersi agli usurai, perdendo, a questo punto, non solo scommesse e partite alle slot machine, ma anche, lavoro, auto, casa e ogni avere. Insomma, dalla dipendenza dal gioco alla rovina di una famiglia, il passo è piuttosto breve. Non sono purtroppo rari nemmeno i casi di persone che tentano il suicidio, in seguito alla morsa dell’usura.
Data la complessità del fenomeno, la risposta deve arrivare in modo sinergico da forze dell’ordine, amministrazione, scuola, servizi di recupero e comunità.
La risposta della comunità e dell’amministrazione al fenomeno della ludopatia
Il tessuto sociale cosentino è attivo da almeno 40 anni nella lotta alla dipendenza da gioco, che sia terrestre o online, come dimostra l’esperienza della comunità Regina Pacis, che anche grazie al patrocinio del comune organizza eventi di informazione, sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole.
Inoltre, in provincia di Cosenza sono presenti altre tre comunità di recupero, più che mai necessarie considerata la cifra di 25 milioni di Euro che i cosentini spendono in un anno per il gioco d’azzardo.
La cura e il recupero avvengono a giochi già fatti, ma è importante agire anche in maniera preventiva, con l’informazione, la prevenzione e l’educazione; quest’ultima deve partire già dall’età scolastica, in modo da far comprendere anche ai più piccoli quanto sia importante un approccio consapevole al gioco d’azzardo e quali siano i rischi di una dipendenza.
Va in questo senso il GAP, sigla che sta per Gioco d’Azzardo Patologico, programma voluto e gestito dall’ASP di Cosenza.
Gioco e scommesse online sui siti di scommesse esteri
Il gioco e le scommesse, lo ribadiamo, devono rimanere un divertimento, proprio come quando si frequentano i siti scommesse stranieri sicuri come quelli recensiti su questo sito. I bookmaker stranieri non dispongono della licenza ADM, in quanto la loro sede legale non si trova in Italia, ma in altri paesi dell’Unione Europea come Malta, oppure a Gibilterra, Curaçao (Antille olandesi) o Cipro. I siti di scommesse stranieri sicuri hanno, quindi, regolare licenza rilasciata nei rispettivi Paesi, garantiscono un’esperienza di gioco sicura e promuovono sempre e comunque il gioco responsabile.




















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