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I reati medici saranno depenalizzati, non il dolo. «Istituire un fondo di solidarietà per le vittime di malasanità»

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I reati medici saranno depenalizzati, non il dolo. «Istituire un fondo di solidarietà per le vittime di malasanità»

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ROMA – Sulla colpa medica il ministro della Salute Schillaci ha parlato di “provvedimento dovuto“. Perché la depenalizzazione dei reati medici, sarà “un provvedimento non tanto e non solo per i medici, ma soprattutto per i pazienti”.

Tutti devono avere la possibilità di fare nei tempi dovuti gli esami di cui hanno bisogno. Penso soprattutto – ha sottolineato il ministro – ai pazienti oncologici. Ritardare esami e cure per questi pazienti”, ha ammonito Schillaci, “è qualcosa di inaccettabile. La medicina difensiva è un problema annoso, che porta ad aumentare la richiesta di esami e visite con un atteggiamento da parte dei sanitari sbagliato, perché contribuisce moltissimo ad allungare le liste di attesa”.

Per questo “credo che la depenalizzazione” della colpa medica “e dare maggiore attenzione all’operato dei medici sia doveroso” per sconfiggere il fenomeno della medicina difensiva e ha aggiunto “Credo sia giusto e auspicabile che tutti i pazienti facciano gli esami che servono loro e bisogna evitare esami inutili che allungano le code e creano problemi sistema sanitario nazionale”.

Ministro della Salute Orazio Schillaci

Reati medici depenalizzati, le linee guida di Schillaci

Il medico, per evitare cause e guai con la giustizia, eccede nel numero di esami da far fare al paziente spesso spropositato con una spesa annua di circa 10 miliardi di euro. Il prossimo provvedimento del Ministro della Salute agirà sulla depenalizzando la responsabilità medica, tranne che per il dolo e mantenendo solo quella civile. Schillaci ha annunciato che saranno “Stese delle linee guida con criteri chiari su quali esami prescrivere e quando.

Riferendosi quindi alla sostenibilità del sistema pubblico, ha ricordato che l’articolo 32 della Costituzione “sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale e gratuito e di qui non si scappa”. Ma certo, ha aggiunto.

“È costosissimo e negli altri Paesi l’assistenza non è così puntuale e a basso costo come da noi, dove si paga solo il ticket“. Secondo il ministro, dunque, “l’unica soluzione per mantenere la sanità non a pagamento è agire sulla prevenzione, fare in modo che la gente si ammali poco”, soprattutto attraverso “l‘educazione alla salute, fin nelle scuole. Bisogna arrivare a spedire mail a casa per dire quali esami fare in base all’avanzare dell’età e daremo delle agevolazioni – ha concluso – a chi segue i consigli”.

Reati medici, MC “salviamo il nostro servizio sanitario nazionale”

“Universalismo? Uguaglianza? Solidarietà? In verità – riferisce l’avvocato Laila Perciballi, consulente alla sanità di Movimento Consumatori e impegnata nella promozione dei valori delle professioni sanitarie – dal rapporto della Fondazione Gimbe si ha la conferma della disastrosa situazione in cui versa la sanità pubblica tra liste d’attesa infinite, carenza di personale, divario territoriale sempre più profondo, inesorabile avanzata del settore privato, innovazioni inaccessibili e rinuncia alle cure degli anziani e delle famiglie più disagiate”.

Aumentano, inoltre, i bisogni di salute dato che, oltre al problema degli anziani e dei fragili, sono migliaia gli “hikikomori”, gli adolescenti definiti “ritirati sociali” che passano le loro giornate chiusi nelle loro stanze.

“Purtroppo stiamo assistendo ad una vera e propria cancellazione del diritto costituzionale alla salute che riguarda anche la sfera psicologica e sociale – sottolinea Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento Consumatori – Un intervento annunciato dal ministro della Salute Schillaci è la depenalizzazione degli errori medici dovuti a colpa per restituire alla categoria quella necessaria serenità lavorativa da cui, ovviamente, deve scaturire l’altrettanto necessaria sicurezza delle cure.

Depenalizzare gli errori medici sembra essere la strada anche per limitare la medicina difensiva, che con l’eccesso di esami e di prestazioni, prescritti proprio per evitare contenziosi legali, impatta sul Servizio sanitario nazionale per circa 10 miliardi di euro l’anno (0,75% del Pil)”.

MC, non si contrappone alla depenalizzazione, ma chiede la partecipazione al tavolo dei lavori presso il Ministero della Salute e lancia la proposta al ministro Schillaci di creare un Fondo di solidarietà per le vittime della malasanità e dei loro familiari, di individuare i criteri di accesso e creare un tavolo di conciliazione che sottragga i cittadini dall’ulteriore sofferenza dei costi e dei tempi della giustizia.

Salute dei cittadini, “Pronti a scendere in piazza”

Per salvaguardare il diritto alla salute – conclude Mostaccio – siamo pronti a scendere in piazza con tutte le Federazioni sanitarie, le associazioni di cittadini, le Fondazioni e con tutti coloro che credono che sia necessario mettere in campo nuove politiche per il personale sanitario, per riorganizzare l’assistenza territoriale, per risolvere in concreto il problema delle liste di attesa; per assicurare alle vittime di malasanità e ai loro parenti il risarcimento del danno, nonostante la condivisa depenalizzazione”.

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