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Aumentano i posti per accedere alla facoltà di medicina. Saranno 4mila in più (+30%)

Italia

Aumentano i posti per accedere alla facoltà di medicina. Saranno 4mila in più (+30%)

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Medicina

COSENZA – Alla fine l’aumento c’è stato e interesserà anche le università della Calabria. Un aumento del 30% dei posti, come era stato promesso, che adesso è diventato ufficiale: i posti per gli aspiranti medici salgono dagli oltre 15mila dell’anno accademico 2022/23 agli oltre 19mila del 2023/24. Il Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) avanzerà domani al gruppo di programmazione per i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia in italiano e in lingua inglese la proposta di 19.944 posti. Si tratta di un numero superiore alla richiesta della Conferenza Stato-Regioni su parere del Ministero della Salute (18.133 posti) e che tiene conto del fabbisogno di nuovi medici così come emerso dal gruppo di esperti istituito al ministero dal ministro Anna Maria Bernini.

Facoltà di medicina: 19.944 posti

Rispetto allo scorso anno accademico si tratta dunque di oltre 4mila posti in più che verranno messi a disposizione degli studenti. La definizione e la distribuzione dei posti per università sarà oggetto di uno specifico decreto ministeriale. Lo scorso anno accademico, il 2022-2023, i posti totali sono stati 15.876 (14.740 posti in lingua italiana e in lingua inglese per i Paesi Ue, 1.136 per i Paesi extra Ue). Dal prossimo anno, il ministero prevede la possibilità di arrivare a 19.944 posti, che saranno così definiti: 17.942 in lingua italiana (679 extra Ue), 2.002 in lingua inglese (657 extra Ue). Pochi giorni fa la ministra Bernini aveva annunciato quello che sta per diventare legge: “Abbiamo bisogno di medici e soprattutto di medici specializzati in determinati settori. Da settembre mettiamo a disposizione 4mila posti in più per i corsi di laurea in Medicina e chirurgia, per un totale di 30mila nuovi ingressi nei prossimi 7 anni. È un’apertura sostenibile e programmata, basata sui fabbisogni futuri”.

Un’aggiunta che si è resa necessaria, se si guardano i dati del Rapporto civico di Cittadinanzattiva, che parla di una “sanità in stato di emergenza”, con liste d’attesa di due mesi per visite urgenti e di 5 mesi per una mammografia che andrebbe fatta entro 10 giorni. Non solo, in 10 anni hanno chiuso 103 pronto soccorso in tutta Italia, e la sanità si impoverisce di medici, tra chi va in pensione e chi fugge dal pubblico. A fine marzo, Anaao-Assomed, principale sindacato della dirigenza medica ospedaliera, metteva in guardia sul fatto che “in Italia non mancano laureati in medicina ma medici specializzati. Il vero nodo è la fuga da alcune specializzazioni, in particolare quella della medicina di emergenza e urgenza, area in cui ogni anno 6 posti su 10 sono abbandonati o non assegnati”.

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