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Migranti, scontro sui nuovi Cpr. Occhiuto: «tutte le Regioni facciano la propria parte»

Calabria

Migranti, scontro sui nuovi Cpr. Occhiuto: «tutte le Regioni facciano la propria parte»

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CATANZARO – Il governo lavora al piano per attuare i nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr): si tratta di una delle misure al fine di velocizzare i rimpatri dei migranti e che fa parte delle ‘soluzioni concrete’ della Meloni al forte flusso migratorio di questo periodo.

Ma c’è chi storce il naso: “Non siamo disponibili a nulla se parliamo di parole al vento. Io sono abituato a discutere di cosa si vuol fare”, ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a Radio24 rispondendo a una domanda sulla disponibilità della Regione a ospitare un Centro di permanenza e rimpatrio per i migranti.

Il presidente Occhiuto si dice, invece, favorevole all’apertura dei Cpr in Calabria. “Se il governo vorrà aprire uno di questi Centri in Calabria – spiega il presidente della Regione. La Calabria, come anche la Sicilia, Regioni di frontiera dell’Italia sul Mediterraneo, affronta da tempo, e in modo particolare negli ultimi due anni, i sempre più costanti flussi di migranti che arrivano nel nostro Paese – commenta Occhiuto. – E lo ha fatto sempre con grande senso di responsabilità e con sana solidarietà, grazie alla generosità dei nostri sindaci e delle comunità locali. Giudico positivamente le decisioni sull’immigrazione che sta assumendo il governo, contenute all’interno di una cornice europea, per regolare l’accoglienza ma anche per estendere la possibilità di permanenza fino a 18 mesi per procedere con il rimpatrio di coloro che non hanno diritto alla protezione internazionale.

Occhiuto: “tutte le Regioni facciano la propria parte”

“Ma questo, – chiosa Occhiuto – vista anche l’emergenza delle ultime settimane, è il tempo della responsabilità da parte di tutti i territori. Se il governo vorrà aprire uno di questi Centri in Calabria non mi opporrò, e mi auguro che anche nel resto del Paese nessuno si tiri indietro. Così come l’Italia chiede agli altri Paesi europei una condivisione nella gestione dell’emergenza, anche da noi occorre che tutte le Regioni facciano la propria parte senza scaricare il peso di questa crisi solo sui territori di frontiera”.

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