Italia
Ponte sullo Stretto, Salvini annuncia: «c’è copertura di 12 miliardi». Il Comitato: «non è vero»

BARI – “Dopo settimane di chiacchiere a vuoto e di ragionamenti di vari analisti, posso dire che c’è la copertura per il collegamento stabile dalla Sicilia, all’Italia e all’Europa”. A dirlo vicepremier Matteo Salvini, nel corso della conferenza stampa successiva all’approvazione della legge di Bilancio. “C’è l’intera copertura per 12 miliardi. Ora avremo interlocuzioni con la Bei, però si parte», ha specificato il ministro delle Infrastrutture”.
“Ora passerà al vaglio del Parlamento, – precisa Salvini – che copre, a 52 anni dalla fondazione per legge della società Stretto di Messina, l’intero fabbisogno economico e finanziario nel corso degli anni dall’apertura dei cantieri, nell’estate 2024, al primo treno e alla prima auto che passeranno sul ponte fra Sicilia e Calabria nel 2032″.
Salvini ha precisato che il ponte sullo stretto di Messina “è un’opera ingegneristicamente e architettonicamente unica nel suo genere”, ovvero “un ponte a campata unica di tre chilometri e 300 metri”. “Stiamo seguendo passo passo la sua evoluzione – ha aggiunto -. Per l’ingegneria e imprenditoria italiana sarà un’occasione unica al mondo, un’opera imponente e ambiziosa”.
Comitato: “i soldi per il ponte sullo Stretto non ci sono”
“Contrariamente a quanto affermato dal governo i soldi per il ponte sullo Stretto di Messina non ci sono, sono pochi, briciole per iniziare a giocare. Invece dei 2 miliardi promessi per il 2024, non più di un quarto (500 milioni), così, giusto per assumere un po’ di gente e pagare i privati. Poi, una rateizzazione in 15 anni (sic), fino al 2038 (ma non era stato giurato di completare tutto in 6 anni?)”. Lo si legge in una nota del Comitato “Invece del ponte-cittadini per lo sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto”.
“E Salvini dice: – prosegue la nota – ‘Ora avremo interlocuzioni con la Bei’. Dunque la copertura finanziaria non c’è, i soldi non sono sufficienti, e devono essere chiesti in prestito agli investitori. Ma la Bei ha già detto a marzo che i finanziamenti non sono garantiti, chiarendo che, prima di ogni cosa, dovrà valutare dopo avere esaminato il progetto esecutivo e la conclusione della Via. Per giunta, le insufficienti risorse effettivamente stanziate contraddicono la grancassa propagandistica secondo cui il ponte avrebbe fatto decollare gli investimenti infrastrutturali al Sud. Falso: nella legge di bilancio il ponte sullo Stretto sottrae (anziché trainare) risorse allo sviluppo del Sud, della Sicilia, della Calabria. Attinge infatti al Fondo di Sviluppo e Coesione, sottraendo risorse ad altre opere di vitale importanza e immediato impatto. Lo stesso accade in Sicilia, dove Schifani promette che oltre al miliardo FSC si aggiungeranno 200 milioni già destinati a opere progettate e finanziate. Avevamo pensato ad un bluff, è molto peggio: stanno barando. Bisogna pur dirlo: Il ministro è nudo. Al più, una foglia di fico”.



















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