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Aggredirono gli studenti francesi: sei assoluzioni

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Aggredirono gli studenti francesi: sei assoluzioni

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COSENZA – Battuta la Francia. Anche in tribunale. L’aggressione di tanti anni fa, subita da un gruppo di studenti transalpini,

e che per giorni divenne un caso nazionale ed internazionale, dipingendo la città di Cosenza, come violenta, brutale ed inospitale, è finita con un nulla di fatto in tribunale. I sei ragazzi cosentini, difesi dai legali Angela D’Elia, Giovanni Cadavero, Aurelio Sicilia, Roberto Le Pera e Vincenzo Adamo, infatti, fermati e denunciati dalla squadra Volante bruzia, subito dopo il compimento del fatto, avvenuto, come ricorderete tra le viuzze buie della città vecchia, sono stati assolti con formula piena. Quella brutta pagina venne scritta nella notte del 5 settembre del 2008. La motiovazione dell’assoluzione, per come letto in aula durante la sentenza, è per insufficienza di prove. Per alcuni dei ragazzi imputati quella di ieri è stata l’attasa pronuncia di un epilogo positivo, per altri, invece, è bastato il ritiro della querela sporta in origine dalle vittime: un beau geste, malgrado il tentativo di linciaggio. Non a caso, si trattò di una notte di follia, innescata da motivi mai del tutto precisati. All’epoca, i tredici studenti d’Oltralpe, tutti d’età compresa tra i 20 e i 25 anni, erano giunti a Cosenza, nell’ambito di un progetto di scambio interculturale. Alloggiavano in un ostello della città vecchia e, quel 5 settembre, avevano trascorso la serata in un pub. La serata si avviava alla conclusione, con quattro salti in pista dopo la cena. Mentre i francesini ballavano, però, a loro si avvicinò un gruppo di ragazzini, poco meno che quattordicenni, affrontandoli con spintoni e gomitate. Nessuno di loro raccolse la provocazione. Anzi, il tutor, resosi conto della situazione, richiamò a sé la comitiva, ordinando di abbandonare il locale e fare ritorno all’alloggio, per evitare guai peggiori. In quel frangente, però, i teppistelli avrebbero chiesto rinforzi via telefono a gente più adulta, tant’é che sulla strada del ritorno, la pattuglia francese si ritrovò alle calcagna una trentina di persone, animate da intenzioni bellicose. “Ci urlavano contro – diranno alla polizia – ma noi non capivamo. Qualcuno faceva segno di passarsi l’indice sulla gola, come a dire: ve la tagliamo” dichiarerà in seguito uno degli studenti. Dal mucchio partirono anche una o due pietre, delle mattonelle, mentre qualcuno vide un bastone roteare in aria. Per fortuna, finì lì, con i malcapitati che riuscirono a raggiungere l’ostello e la salvezza. Quella sera, nessuno si fece male per strada e a conti fatti, nessuno s’è fatto male ora in tribunale. Pari e patta, dunque, con gli ormai ex imputati. Insomma, anche in tribunale la Francia è battuta. E la sentenza riabilita il nome di Cosenza. 

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