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Elezioni a Cosenza, Maiolo svela i loschi retroscena del PD

COSENZA – Veleni, pugnalate e diffamazioni. Un mix vincente per il PD cosentino.
A confessare la squallida realtà dei democrat bruzi è il consigliere regionale del Pd Mario Maiolo che in un’intervista-fiume dalle colonne del quotidiano on-line VortexNews parla delle angherie subite all’interno del partito. “Ho dovuto sporgere – spiega Maiolo – decine di denunce/querele contro ignoti che diffondevano notizie false sul mio operato. Oggi ci sono i nomi dei responsabili, sono individuati i contesti in cui questa attività è stata alimentata. Sono state investite risorse finanziarie per sostenere testate giornalistiche con l’impegno di alimentare la diffamazione nei miei confronti, sono stati tappezzati i muri di paesi con contumelie, ho subito minacce e persino i miei congiunti sono stati costantemente oggetto di attacchi diffamatori. Hanno tentato in tutti modi e con tutti i mezzi di spingermi ad andare via dal partito, hanno fatto di tutto per mettermi in cattiva luce al fine di erodere il consenso di cui godo. Ma queste sono cose di cui non mi occupo, se ne occupano gli avvocati, io faccio politica. Probabilmente questo è il prezzo personale che si deve pagare quando si rifiuta la contiguità tra istituzioni e malaffare”. Poi un affondo sulle ultime elezioni amministrative a Cosenza in cui il Partito Democratico promosse la candidatura a sindaco di Perugini. “Le ultime elezioni amministrative di Cosenza – tuona Maiolo – sono state una brutta pagina per il Pd e per la città. Ci sono stati responsabili di atti contro la politica e contro la città con l’obiettivo chiaro di screditare, delegittimare ed escludere dalle scelte i dirigenti cittadini del Pd. Oggi emerge, con chiarezza, come quella strategia rientrasse anche nella stessa campagna diffamatoria nei miei confronti che in quella occasione è stata più virulenta ed è sfociata in veri e propri reati penalmente perseguibili”. Il professore non risparmia nessuno. Il giudizio sulla Giunta Scopelliti è inevitabile. “Il presidente è giovane, – afferma – ha entusiasmo ma non ha le potenzialità per affrontare e risolvere le criticità. Ci sono settori strategici su cui non c’è iniziativa, penso alla gestione dei fondi comunitari, al turismo, all’energia, alle attività produttive, al lavoro, al sociale, alla cultura e, per ultimi ma non per questo meno importanti, i rifiuti e l’acqua. Per non parlare della sanità. Tutto fermo, ripiegato su problemi non risolti e tante, tante ombre”.



















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