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Cutro, causa civile risarcitoria dei familiari delle vittime contro il governo per ‘omissione di soccorso’

Calabria

Cutro, causa civile risarcitoria dei familiari delle vittime contro il governo per ‘omissione di soccorso’

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fiaccolata cutro 26 febbraio 2024

CROTONE – Le famiglie di vittime del naufragio di Steccato di Cutro ed alcuni superstiti faranno una causa civile risarcitoria nei confronti del governo per omissione di soccorso e per i danni subiti in conseguenza della tragedia. Il ricorso, ha spiegato l’avvocato Stefano Bertone, che insieme ai colleghi Marco Bova e Enrico Calabrese assiste una cinquantina di famiglie e alcuni superstiti, sarà presentato una volta conclusa l’inchiesta penale coordinata dalla Procura di Crotone e riguarderà la presidenza del Consiglio ed i ministeri degli Interni e dell’Economia. “Uno degli aspetti da chiarire – ha detto Bertone, del foro di Torino – era quando le autorità hanno saputo della presenza della barca. E dalle 17 del 25 febbraio, l’aereo Frontex aveva monitorato l’imbarcazione dopo avere intercettato alcune chiamate. Quindi, cosa ha fatto Frontex in quelle ore prima della segnalazione delle 22.35 alla centrale di Varsavia? Sul fronte risarcitorio c’è tutto un sistema che non ha funzionato. Frontex si è tenuto un’informazione per diverse ore consentendo alle autorità italiane di sbagliare. Certo, questa non può essere una giustificazione”. Oltre alla presidenza del Consiglio ed ai ministeri, l’avvocato ha spiegato che sarà verificata anche la possibilità di estendere la causa di risarcimento danni a Frontex.

Ad un anno dunque dalla tragedia di Steccato di Cutro, oggi, si chiedono a gran voce verità e giustizia e soprattutto il “rispetto degli impegni sui ricongiungimenti che la presidente del Consiglio, Meloni, prese con i sopravvissuti che giustamente si sentono beffati”. Sono le parole di Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera. “Quella tragedia, su cui la magistratura sta indagando per i mancati soccorsi, non ha insegnato nulla ad un governo capace solo di spot, spese folli come per il recente accordo con l’Albania che costerà 673 milioni e misure disumane. Alla destra interessa solo la propaganda: non hanno mosso un dito per cambiare la legge Bossi-Fini che lo stesso sottosegretario Mantovano giudicava superata e per modificare il Trattato di Dublino”.

Il portavoce Unhcr «29mila morti in 10 anni»

Da Cutro, dove stamattina si è svolta una fiaccolata silenziosa sulla spiaggia di località Steccato, Filippo Ungaro, portavoce dell’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, ha sottolineato la necessità di “rafforzare il sistema di ricerca e salvataggio in mare anche con una maggiore condivisione delle responsabilità a livello europeo e creare una maggiore cooperazione internazionale, una maggiore cultura della pace per una risoluzione pacifica dei conflitti che alimentano la fuga delle persone in tutto il mondo”.

“Unhrc – ha spiegato – l’anno scorso è stata molto vicina alle vittime e ha cercato di facilitare i processi che dovevano svolgere dall’identificazione delle vittime, al supporto psicologico dei superstiti e dei familiari delle vittime. Abbiamo lavorato a quattro mani con l’autorità per questo tipo di operazioni. E poi stiamo continuando ad assistere i superstiti e i familiari delle vittime per cercare di risolvere alcune delle loro questioni quali il ricongiungimento familiare, che non è avvenuto in tanti casi, il riconoscimento del diritto di asilo, che non è avvenuto in tanti casi e per ultimo ancora ci sono 5 corpi che non sono stati identificati”.

“Più in generale – ha detto Ungaro – credo che sia importante essere presente perché bisogna ribadire ancora una volta, e lo facciamo da tanto tempo, che è necessario rafforzare il sistema di ricerca e salvataggio in mare anche con una maggiore condivisione delle responsabilità a livello europeo. Credo che 29.000 morti vittime di naufragi in tutto il Mediterraneo negli ultimi 10 anni sia un numero enorme atroce che non possiamo assolutamente permetterci. Anche dall’inizio dell’anno ci sono state oltre 160 vittime sempre in tutto il Mediterraneo quindi cominciamo il 2024 nel peggiore dei modi. Così come è importante rafforzare quelle che sono le vie sicure e legali, quindi corridoi umanitari e corridoi lavorativi. Dai primi di Marzo avvieremo, come Unhcr insieme al ministero dell’Interno le prime evacuazioni della Libia, frutto di un accordo che durerà per tutto l’anno ma necessario andare anche alla radice dei problemi. Noi l’anno scorso come abbiamo risposto a 43 emergenze umanitarie a 43 crisi internazionali e se continua questa conflittualità a livello internazionale è un po’ come cercare di mettere un tappo per fermare una cascata. Bisogna veramente creare una maggiore cooperazione internazionale, una maggiore cultura della pace per una risoluzione pacifica dei conflitti che alimentano la fuga delle persone in tutto il mondo”.

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Boldrini «grave che non si sia visto un rappresentante del governo»

A Cutro stamattina anche la deputata del Pd, Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo che polemizza “grave che non si sia visto un rappresentante del governo”.

“Dalle ricostruzioni sembra che ci sia un vuoto di almeno 5 ore – dichiara Boldrini – e se magari ci fosse stato un coordinamento tra chi opera in mare e fossero usciti i mezzi giusti forse quel naufragio non ci sarebbe stato. Allora credo che bisogna sostenere i sopravvissuti e le famiglie di chi non c’è più nella battaglia di giustizia e anche nell’ottenere quello che la presidente del consiglio aveva promesso a Palazzo Chigi cioè fare in modo che le famiglie arrivassero attraverso percorsi umanitari e fare il riscontro del dna per chi non ha ancora un nome”.

“Tutto questo – ha aggiunto la deputata – è qualcosa che non non fa onore al Paese. Queste persone si sono sentite tradite. Oggi, ieri, non si è visto nessuno da parte del governo. Ma non doveva esserci almeno un sottosegretario ad ascoltare queste persone, a dare un segnale, a spiegare perché quelle promesse non sono state mantenute, a metterli al corrente magari delle difficoltà che ci sono state? Invece non si è fatto vedere nessuno“.

“Poi – ha detto Laura Boldrini riferendosi al decreto Cutro – se il Consiglio dei ministri si fa sul posto dove è successa la sciagura, dove sono morte 94 e più persone, perché ci sono ancora dei dispersi, tu ti aspetti che hanno hanno capito la lezione. Ti aspetti che stabiliscano un’operazione di soccorso magari a livello europeo, facciano richiesta perché gli Stati si mettano insieme per riuscire a dare una risposta a questo bisogno di soccorso in mare. Invece no, quello che ne è uscito è un decreto che inventa un reato di cui non c’era bisogno, inasprisce le pene e poi livella tutti sulla responsabilità, dai trafficanti di essere umani allo scafista che spesso è un migrante che non poteva permettersi il costo della traversata. E poi nel decreto Cutro tutto il sistema d’accoglienza viene rimesso in considerazione perché i servizi che si davano prima nei Cas, l’assistenza legale, psicologica ma anche i corsi di lingua, non si fa più. Ormai i centri sono luoghi dove le persone vengono ammassate senza nessun servizio, senza nessuna attenzione. Una disumanizzazione totale e questo lo trovo gravissimo”.

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