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Pregiudicato accusato di tentato omicidio vittima di un agguato

GIRIFALCO – Un uomo è rimasto ferito in un agguato compiuto nel pomeriggio di oggi a Girifalco nel catanzarese.
E’ ben noto alle cronache calabresi Pio Emanuele Palaia, il 27enne di Girifalco, raggiunto da colpi d’arma da fuoco oggi. Negli anni scorsi il giovane e’ stato coinvolto in doversi procedimenti penali due dei quali, in particolare, ebbero grande risalto. Il primo fu legato al tentato omicidio di Francesco Lavecchia, 40 anni, che il 14 gennaio del 2011, dopo una colluttazione, riporto’ gravi ferite da arma da taglio. Per quell’episodio, a fine gennaio del 2011, Palaia fini’ in manette in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Catanzaro. Il giovane si professo’ fin da subito innocente e, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, spiego’ che al momento dell’accoltellamento avvenuto a Girifalco lui sarebbe stato a Catanzaro, e che solo dopo aver saputo quello che era accaduto al 40enne, suo conoscente da lungo tempo, era tornato indietro, anche perche’ gli era stato comunicato che lo stavano cercando. Secondo la pubblica accusa invece, l’imputato avrebbe accoltellato la sua vittima al culmine di un litigio, grazie soprattutto a quanto riferito dallo stesso ferito, ma anche grazie alla testimonianza di alcune persone presenti vicino all’abitazione di Lavecchia dove il fatto di sangue avvenne. Un teorema accusatorio che al termine del giudizio di primo grado, il 16 marzo del 2012, porto’ alla condanna di Palaia a 9 anni e mezzo di reclusione, ma che poi e’ crollato completamente davanti alla Corte d’appello che, il 4 febbraio scorso, ha completamente assolto Palaia “per non aver commesso il fatto”. E’ ancora fermo alla pronuncia di primo grado, invece, l’altro procedimento penale a carico di Palaia – coimputato assieme ad altre due persone -, coinvolto nell’operazione denominata “The tractor”, in cui si ipotizzano complessivamente ed a vario titolo i reati di furto ed estorsione, nonche’ traffico di stupefacenti. Il 5 novembre scorso il giovane, riconosciuto colpevole di estorsione, appropriazione indebita e danneggiamento, ma assolto per le contestazioni in materia di droga, e’ stato condannato a 3 anni 5 mesi e 10 giorni di reclusione, al termine del giudizio abbreviato che gli e’ valso lo sconto di pena di un terzo. Con il blitz “The tractor”, scattato a fine marzo 2011, i carabinieri della Compagnia di Girifalco portarono in carcere i tre accusati in esecuzione del medesimo provvedimento di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari Gabriella Reijllo, su richiesta del sostituto procuratore Paolo Petrolo, titolare dell’inchiesta. I tre uomini, stando alle ipotesi della Procura di Catanzaro, avrebbero estorto denaro ai proprietari di mezzi rubati in cambio della restituzione del maltolto – secondo il metodo noto come “cavallo di ritorno” -, utilizzando le somme ottenute illecitamente per l’acquisto di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente. Cocaina, eroina e marijuana che sarebbero state comprate a Napoli e poi spacciate nel comprensorio di Girifalco, Borgia e Amaroni.



















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