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In Calabria 78.000 persone soffrono di psoriasi

CATANZARO – In Calabria sono ben 78.000 persone che soffrono di psoriasi, una malattia difficile da curare, spesso sottovalutata dai medici di base.
L’Adipso, l’associazione per la difesa degli psoriasici, già’ scesa nelle piazze, ora arriva anche nei teatri con talk show serali per parlare di questa malattia con chi ne soffre fuori delle mura degli studi medici. Una formula talk show abbinata alla medicina in cui si parla anche di interessi personali, quotidianita’ e arte. L’obiettivo e’ fornire – spiega una nota – un’informazione rigorosa, concreta e puntuale ma soprattutto pratica, reale per una serata in cui si alterneranno approfondimenti scientifici a spunti tratti da pellicole cinematografiche, dal teatro e dalla poesia. L’iniziativa si terra’ venerdi’ 21 giugno alle 20 nella Casa delle Culture, nel Palazzo dell’amministrazione provinciale di Catanzaro. Protagonisti del talk show medico saranno un volto noto della tv, inviato per il Tg2 e il Tg1 Franco Di Mare, e l’attore e autore teatrale Pierfrancesco Poggi che intratterra’ gli ospiti con canzoni e poesie su temi legati alla pelle. Interverra’ il medico specialista Dr. Giancarlo Valenti, Direttore dell’Unita’ Operativa Complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro. Saranno presenti all’evento anche il Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, il Presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro, Elga Rizzo.
“La psoriasi e’ una malattia invalidante e diffusa piu’ di quanto si creda: – spiega il Dottor Giancarlo Valenti – colpisce piu’ di 100 milioni di persone in tutto il mondo e circa il 4 per cento della popolazione calabrese. Nella nostra regione gli ammalati sono circa 78mila e si calcola che nella sola citta’ di Catanzaro ne sono affette circa 3500 persone. Ma la psoriasi non colpisce solo la pelle: i suoi effetti possono essere devastanti sulla qualita’ della vita e le relazioni sociali. Purtroppo ancora oggi la e’ una patologia poco conosciuta e i malati non hanno informazioni a supporto sufficienti”.




















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