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Protesta coop. si chiude con un tentato suicidio a casa di Occhiuto

COSENZA – Prima il pedinamento al Prefetto, poi l’’occupazione’ del Boulevard, infine un coltello sotto casa del Sindaco.
Giornata intensa di lotta per le cooperative sociali bruzie. Ieri i dipendenti delle 10 cooperative di tipo B che da Maggio hanno perso i contratti di collaborazione con il Comune di Cosenza a causa del mancato rilascio da parte della Prefettura di Cosenza del certificato antimafia si sono riuniti per fare sentire la propria voce. La mobilitazione è iniziata sin dalle prime ore del mattino quando i manifestanti si sono ritrovati in piazza 11 Settembre ad attendere il prefetto. La tensione si è accesa all’arrivo di Raffaele Cannizzaro il quale ha ribadito che la Prefettura di Cosenza di cui egli rappresenta la massima autorità non avrebbe fatto altro che applicare la normativa vigente. Risposta che ha fatto infuriare i lavoratori e urtato la sensibilità delle 97 famiglie rimaste senza reddito proprio a causa del mancato rilascio del famigerato certificato antimafia. Il prefetto ha così moderato la propria difesa spiegando agli ex lavoratori che, nonostante siano stati cambiati sia presidenti sia consigli d’amministrazione delle cooperative sui quali vertevano gli scetticismi dell’antimafia, il Comune di Cosenza non avrebbe ancora provveduto a recapitare la documentazione necessaria a ripristinare lo status delle società. Cannizzaro ha poi rassicurato i manifestanti affermando che nel giro di pochi giorni la situazione potrebbe risolversi. Una verità che non ha placato gli animi dei lavoratori senza stipendio da dicembre. I dipendenti delle cooperative lamentano infatti la mancata corresponsione delle mensilità di gennaio e febbraio. A ciò si aggiunge il fatto che da Maggio interrompendosi il contratto tra Comune e coop. la posizione dei lavoratori è di fatto quella di disoccupato. Nel pomeriggio i dipendenti delle coop. hanno così inscenato un corteo sul Lungofiume Boulevard per far sentire le proprie ragioni. La manifestazione si è conclusa con un’occupazione simbolica del palco del Boulevard trasformato per l’occasione in un vero e proprio patibolo con cappio che uno tra i manifestanti non ha esitato ad avvolgere al collo per rappresentare la condizione attuale dei dipendenti delle coop. ‘licenziate’ dal Comune. Il Comune di Cosenza ha tentato di calmierare le reazioni dei lavoratori chiarendo che l’amministrazione non avrebbe potuto sottrarsi alla certificazione antimafia e che sta lavorando per ristabilire l’ordine nel settore. Le dichiarazioni però non sono bastate a calmare la rabbia di Mario Fato che dopo 15 anni di ‘onorato servizio’ ha perso la sua unica fonte di reddito. Il giovane dopo aver partecipato alle proteste è poi tornato a casa e con un grosso coltello si è recato sotto casa del primo cittadino di Cosenza su viale Mancini. Entrato nel portone del palazzo avrebbe poi avvisato le forze dell’ordine informandoli che stava per tagliarsi le vene proprio sotto casa di Mario Occhiuto. I militari intervenuti tempestivamente hanno fatto desistere l’uomo garantendogli l’incontro con il Sindaco che da tempo Fato avrebbe chiesto senza ricevere alcun tipo di risposta.



















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