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L’olio calabrese: un patrimonio minacciato dall’invasione di prodotto tunisino a prezzi stracciati

Calabria

L’olio calabrese: un patrimonio minacciato dall’invasione di prodotto tunisino a prezzi stracciati

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2020 olio

COSENZA – L’olio extravergine di Oliva calabrese, un vero e proprio patrimonio da tutelare dalle speculazioni a cominciare dall’invasione di olio low-cost prodotto in Tunisia. Nei giorni scorsi è stato approvato il Piano Olivicolo Regionale con una dotazione di 50 milioni di euro nei prossimi anni. Il piano ha ricevuto il plauso della Coldiretti Calabria

“Il Piano – commenta Coldiretti Calabria – è teso a produrre meglio e di più dando valore alla distintività della filiera con un’attenzione particolare alla potatura, meccanizzazione, risparmio idrico e raccolta. In Calabria – ricorda Coldiretti – c’è un patrimonio di biodiversità importante con oltre 100 varietà di olive coltivate dal “Pollino allo Stretto” per un totale di 25 milioni di piante, che insistono sul 24% della Superficie agricola utilizzata, e circa 70mila aziende comprese quelle per autoconsumo (dati Istat) oltre 160mila ettari di cui 13mila dichiarati Igp. Una vera e propria ricchezza dalla quale si produce olio extravergine (3 Dop e 1 Igp) oltre a decine di produzioni a km zero legate ai territori con una risorsa di profumi e sapori che compete, e vuole farlo sempre di più, autorevolmente sul mercato.

Invasione prodotto dalla Tunisia

“Ma – avverte Coldiretti – in questo momento, c’è un’invasione di olio tunisino a prezzi stracciati alimenta il rischio di speculazioni ai danni dei produttori, e si rende necessario alzare la guardia contro il pericolo frodi. A denunciarlo sono Coldiretti e Unaprol in riferimento al fatto che l’Italia diventato è il principale importatore di prodotto dalla Tunisia, con ben 1/3 del totale giunto nel nostro Paese nei primi due mesi di campagna olivicola, proprio in concomitanza con l’arrivo dell’olio nuovo nazionale. L’olio tunisino – spiegano Coldiretti e Unaprol – viene venduto oggi sotto i 5 euro al litro, con una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano che punta a costringere gli olivicoltori nazionali a svendere il proprio al di sotto dei costi di produzione.

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“Una concorrenza sleale, sia considerata l’alta qualità del prodotto Made in Italy, sia il fatto che nel paese africano non vigono le stesse regole in materia di utilizzo di pesticidi e di rispetto delle norme sul lavoro vigente nell’Unione Europea favorire le importazioni dalla Tunisia è anche l’accordo stipulato dalla Ue che prevede l’importazione annuale, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre, di 56.700 tonnellate di oli vergini d’oliva, nella cui categoria merceologica sono compresi olio extravergine d’oliva, olio vergine d’oliva e olio lampante, senza applicazione di dazi doganali”.

Coldiretti a Tutela degli olivicoltori

“Per tutelare gli olivicoltori occorre almeno rivedere il periodo di applicazione dell’accordo tra Ue e Tunisia, restringendolo al periodo 1° aprile – 30 settembre ed evitando così che l’olio magrebino arrivi proprio in concomitanza di quello “nuovo” nazionale”. L’arrivo di olio straniero low cost alimenta peraltro anche il rischio frodi – ricordano Coldiretti e Unaprol -, con il prodotto estero spacciato per italiano. Da qui la richiesta dell’istituzione di un sistema telematico di registrazione e tracciabilità unico a livello europeo per proteggere l’olio extravergine d’oliva e garantire trasparenza lungo tutta la filiera produttiva, e su questo Coldiretti ha già messo in campo iniziative tra le quali una sollecitazione formale al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare.

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