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Svolta nel delitto Garlasco. A 18 anni dalla morte di Chiara Poggi indagato l’amico del fratello

Italia

Svolta nel delitto Garlasco. A 18 anni dalla morte di Chiara Poggi indagato l’amico del fratello

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Chiara Poggi

GARLASCO – C’è è un nuovo indagato per il delitto di Garlasco. A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, secondo quanto riferito dal Tg1, un avviso di garanzia è stato notificato ad Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. Per la morte della giovane è stato condannato a una pena di 16 anni il fidanzato Alberto Stasi che si è sempre proclamato innocente. Le accuse nei suoi confronti di Sempio, allora 19enne, furono archiviate dall’allora procura di Pavia. Il nuovo avviso di garanzia nei confronti di Sempio – riferisce il Tg1 – arriva grazie ad una nuova indagine sul DNA sviluppata con metodi e tecniche di ultima generazione. Nell’avviso di garanzia l’accusa contestata, si legge nelle carte in possesso del Tg1, è omicidio in concorso con ignoti o con lo stesso Alberto Stasi.

Stasi e Poggi

La morte di Chiara Poggi e la condanna di Alberto Stasi

Il delitto di Garlasco fu uno dei casi di cronaca più noti e dibattuti  in Italia. Un caso di omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia. La vittima, Chiara Poggi, era una studentessa di 26 anni, trovata senza vita nella sua abitazione la mattina del 13 agosto da Alberto Stasi, fidanzato di Chiara, che chiamò i soccorsi dichiarando di aver trovato il corpo della ragazza nella villetta di famiglia e che in casa erano presenti tracce di sangue.

La giovane era stata colpita più volte alla testa con un oggetto contundente. L’arma del delitto non fu mai ritrovata, e non vi erano segni evidenti di effrazione in casa. Sin dall’inizio, le indagini si concentrarono su Alberto Stasi (oggi 38enne), l’unico sospettato, studente della Bocconi di Milano che dal 12 dicembre 2015 è recluso nel carcere di Bollate. Sarà lui, infatti, l’unico imputato della lunga vicenda processuale che lo vedrà assolto nei primi due gradi di giudizio per poi essere definitivamente condannato a 16 anni di detenzione nel giugno 2016.

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