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Svuotare l’Arvo e l’Ampollino? La Regione, per ora, dice ‘No’

LORICA – Un progetto assurdo, che mina l’ecosistema lacustre e il fragile turismo silano sta per essere avviato dalla multinazionale dell’idroelettrico A2A.
Ieri mattina Legambiente e’ stata ascoltata dalla conferenza di servizi indetta dalla Regione Calabria in merito al piano di gestione dell’invaso Arvo proposto da A2A, che prevede lo svuotamento del bacino e la fluitazione dei sedimenti contenuti nel fondo del lago. Legambiente ha ribadito la contrarieta’ al progetto di A2A ed ha consegnato alla conferenza dei servizi una articolata memoria con le osservazioni di merito su quanto proposto dal gestore degli impianti idroelettrici silani. Durante l’audizione gli ambientalisti hanno precisato che gli interventi in un’area protetta devono rispettare la tutela della biodiversita’ e del paesaggio. Hanno inteso, inoltre, lanciare la sfida al colosso energetico A2A chiedendo misure innovative tali da non pregiudicare gli habitat e le specie tutelate dal Parco nazionale della Sila, e non creare disagi alle attivita’ turistiche legate alla fruizione della natura, che contemplano pero’ un invaso pieno, quale occasione di sviluppo e occupazione. Per Legambiente “quanto prospettato da A2A e’ insufficiente e non adeguato al know-how di cui la societa’ dispone e soprattutto inadeguato rispetto a quanto si intende investire sul territorio, dal quale recupera ingenti benefici e risorse. Terremo vivo l’interesse su questa vicenda, percio’ abbiamo preannunciato il ricorso alle istituzioni nazionali e ed europee per verificare eventuali violazioni del diritto comunitario. Chiediamo che: si valutino misure tecniche alternative allo svaso e alla fluitazione, verificando la fattibilita’ tecnica dell’utilizzo di metodiche non invasive per l’ispezione alle opere di presa e all’eliminazione dei sedimenti (es. dragaggio a invaso pieno o altra tecnica); si richieda ad A2A che il piano di gestione sia realizzato sulla base di elementi conoscitivi tecnico-scientifici recenti secondo le nuove disposizioni di legge e non del 2005; le analisi sui sedimenti realizzate nel 2005 devono essere aggiornate ed effettuate in contraddittorio con una parte terza (l’Arpacal); si proceda alla valutazione degli impatti approfondendo gli effetti dell’azione di fluitazione dei sedimenti sugli habitat e le specie; gli interveti proposti vengano sottoposti a Valutazione di incidenza ambientale (VINCA), basata su studi conoscitivi piu’ approfonditi, monitoraggi di tutte le diverse specie/habitat presenti, e considerando tutte le perturbazioni e danni che si possono causare ai siti della rete Natura 2000; si valutino gli interventi tenendo conto sia delle interferenze con la Direttiva habitat che con la Direttiva Acque (WFD) e la Direttiva Alluvioni di cui non si fa cenno nella documentazione proposta; si chiariscano i tempi del complesso degli interventi proposti nel piano di gestione, predisponendo un timing chiaro sugli interventi di svaso totale, definiti in 40 giorni, e di svaso parziale da ripetere annualmente per 5/8; verificato che il complesso di attivita’ proposte dura almeno 10 anni, è necessario predisporre una Valutazione ambientale strategica (VAS) che tenga conto anche degli impatti economici e sociali dell’intera operazione proposta nel piano di gestione“. Richieste legittime a cui la multinazionale dell’idroelettrico dovrà rispondere.
Stranamente, anche la Regione si è detta contraria al funesto progetto di svuotamento dei laghi. L’Assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano informa infatti che “in merito ai serbatoi Arvo, Ampollino, Migliorite ed Orichella e alle proposte della società A2A atteso che il piano di svuotamento in questione interessa siti di interesse comunitario, si richiede la valutazione di incidenza, quale strumento di prevenzione che analizza gli effetti delle azioni previste sullo stato di conservazione delle specie e degli habitat tutelati. L’Autorità competente al rilascio del relativo provvedimento di valutazione, è il Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, sulla base del parere reso dal Nucleo VIAVAS-IPPC. Tale organo tecnico, dopo aver esaminato il progetto, ha espresso parere di valutazione di incidenza negativa sulle tipologie e modalità di intervento, proposte dalla Società A2A, ritenendo che le stesse comportino effetti significativi e negativi sugli ecosistemi fluviali, quindi sulle specie biologiche e sugli habitat, tutelati ai sensi della direttiva Habitat 92/43/CEE e del DPR 120/2003″. Un secco ‘No’ che si spera, non cambi in corso d’opera.
Intanto alla conferenza dei servizi di ieri ha partecipato una delegazione calabrese del Movimento 5 Stelle. Tra i grillini presenti i parlamentari Francesco Molinari e Paolo Parentela, insieme agli attivisti Fabio Gambino, Vittorio Bruno e Dario Pelaggi. Nel corso dell’incontro il Movimento 5 Stelle pur dichiarandosi d’accordo con la manutenzione degli invasi artificiali, operazione che non viene eseguita da piu’ di trent’anni, precisa che sorvegliera’ che l’iter seguito sia quello previsto dalla legge a tutela del territorio e della sua vocazione turistica. I Cinque Stelle nel corso dell’incontro hanno sottolineato che intendono solo esercitare il controllo sul patrimonio della propria regione: ben venga il controllo delle dighe se questo coincide con una maggiore sicurezza per la popolazione. Naturalmente si attende ancora la valutazione d’incidenza che il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria non ha, ancora, inspiegabilmente (ma neanche tanto, conoscendo tramite l’operato del suo Nucleo VIA, il suo disinteresse per il nostro ambiente) redatto. Senza questo atto, che il M5S controllera’ attentamente, la societa’ non potra’ compiere le operazioni di manutenzione sui laghi Arvo e Ampollino, che dovranno slittare al prossimo anno. Ma la “A2A” ha rassicurato il Movimento sui tempi brevi che richiedera’ questa prima fase di manutenzione (15 giorni per il lago Arvo e 20-25 per l’Ampollino), che non andra’ ad incidere sulla stagione turistica. Le operazioni – una volta in possesso di tutti i permessi – potrebbero svolgersi, infatti, nel mese di novembre mentre i laghi verranno riempiti nel periodo massimo tre settimane. E’ stato contestato alla “A2A” il metodo “storico”che si vuole utilizzare per ripulire i fanghi degli invasi ovvero attraverso lo svuotamento, ma la societa’ ha assicurato che si tratta di un metodo efficace e meno dispendioso. Dei sei milioni di metri cubi di fanghi che devono essere rimossi, in questa prima fase, la societa’ prevede la rimozione di soli 25mila metri cubi ; l’operazione, quindi, richiedera’ piu’ anni. Il Movimento 5 Stelle rimane, dunque, in attesa della valutazione d’incidenza del Dipartimento Ambiente della Regione: solo in seguito dara’ un responso finale. Ribadisce, comunque, la massima attenzione sulla vicenda, anche con riferimento alla fauna forzosamente interessata dall’intervento sull’habitat”.




















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