Calabria
Vigili del Fuoco calabresi al collasso: nuovo allarme dei sindacati sulle carenze di personale

REGGIO CALABRIA – I sindacati di categoria CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e CONAPO hanno scritto al sottosegretario Emanuele Prisco, ai vertici del Dipartimento, ai dirigenti dei Comandi locali e ai Prefetti delle cinque province calabresi, denunciando ancora una volta la gravissima carenza di personale che affligge i presìdi regionali.
“Una situazione – sottolineano – che ogni giorno si ripercuote direttamente sul dispositivo di soccorso e sul benessere dei lavoratori, costretti a operare in condizioni disastrose”. A destare preoccupazione, infatti, non è solo il numero ridotto di unità operative, ma anche il carico di interventi da fronteggiare: ben 55 in un solo giorno, registrati durante le recenti giornate di caldo estremo.
Allarme per l’estate: “segnali sottovalutati”
I rappresentanti sindacali parlano di una vera e propria emergenza sottovalutata: “Quello che stiamo vivendo è solo un assaggio di ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi, quando gli incendi boschivi, i disagi legati al caldo e l’incremento del traffico aumenteranno in modo esponenziale le richieste di soccorso”. Tutti i Comandi provinciali calabresi sarebbero colpiti dal deficit di organico, con conseguenze gravi anche sull’operatività delle sedi distaccate, molte delle quali rischiano la chiusura temporanea per mancanza di personale.
Rischio per cittadini e operatori
A rischio non è solo la salute dei Vigili del Fuoco, ma anche la sicurezza della popolazione. “La carenza di personale – scrivono i sindacati – compromette l’efficienza del soccorso tecnico urgente. Le squadre sono ridotte all’osso e spesso impossibilitate a coprire contemporaneamente più emergenze sul territorio”. Per questo motivo si chiedono interventi immediati: nuove assunzioni, maggiore supporto logistico e l’adeguamento delle dotazioni operative. Un appello accorato affinché non si arrivi al punto di rottura in piena estate, quando – secondo le previsioni – i numeri degli interventi potrebbero raddoppiare, mettendo ulteriormente sotto pressione un sistema già fragile.



















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