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Vede la moglie con l’amante e la massacra con il crick

MANTOVA – È stato un gesto d’impeto.
Teso, tirato, con l’agitazione di chi comincia a capire che la sua vita non sarà più la stessa. L’aggressione brutale, i pugni e i calci alla moglie, i colpi in testa con la chiave inglese hanno ridotto in fin di vita sua moglie, “colpevole” di averlo lasciato per un altro, e mandato in pezzi la sua famiglia. Giovanni Oleandro, originario di Corigliano, ha incontrato ieri mattina in carcere il suo legale di fiducia, poco più di 24 ore dopo il tentato omicidio della moglie, Franca Dima, 46 anni. Pare sia stato escluso il gesto premeditato, Oleandro nel corso dell’interrogatorio pare non abbia descritto le fasi dell’episodio, ma ha ribadito di non aver teso un agguato alla moglie. Avevano un appuntamento per parlare della gestione del figlio, che è disabile al 100%. E credo che l’incontro sia stato organizzato dalla figlia maggiore. Oleandro ha raccontato di essere andato a casa dell’amica Marzia Paghera, dove doveva incontrarsi con Franca. «Ho incrociato l’auto di quello là per strada, e ho perso la testa». Tanto da tamponare l’auto guidata da Maurizio Garzaniti, al cui fianco sedeva Franca. I testimoni, che hanno visto la donna scendere, forse con l’intenzione di calmare il marito e Garzaniti filare via con il piede schiacciato sull’acceleratore. Nel corso dell’interrogatorio a cui è stato sottoposto martedì, lui stesso ha confermato di essere andato a rifugiarsi in un bar, mentre la sua donna veniva massacrata dal marito a pugni, calci e a colpi di ferro. Da vero uomo.
Della rabbia di Oleandro, fuori di testa dopo che Franca gli aveva confessato la relazione clandestina e l’intenzione di viverla alla luce del sole, l’uomo in realtà aveva già fatto i conti domenica. Secondo i vicini, Oleandro si era presentato a casa sua in mattinata per affrontarlo. «Forse Garzaniti era tornato da solo per prendere le sue cose. Franca comunque non c’era. C’è stata una discussione accesa, ma si sono limitati alle parole» dice una donna che abita di fronte. L’esplosione è stata il giorno successivo. Oleandro credeva di aver ucciso la moglie, come ha detto al telefono alla cognata: «Meglio lei morta che io cornuto» ha sintetizzato al telefono alla cognata, mentre i meccanici dell’officina cercavano di bloccare la sua furia assassina. Ora sa che è viva, e si è informato delle sue condizioni. Il minimo sindacale.La donna ha riportato un grave trauma cranico e fratture ossee che fanno temere per la sua vita. Secondo i medici saranno decisive le prossime 48 ore. Per il momento non si pronunciano, stanno valutando l’eventualità di sottoporla a un intervento chirurgico. Intanto le preoccupazioni della donna sono rivolte al figlio gravemente malato e non autosufficiente.





















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