Italia
Omicidio Giulia Tramontano, Impagnatiello condannato all’ergastolo anche in appello

MILANO – È stato condannato all’ergastolo anche in appello Alessandro Impagnatiello, il 32enne barman reo confesso dell’omicidio di Giulia Tramontano. La giovane, sua fidanzata e incinta al settimo mese, è stata uccisa il 27 maggio 2024, con 37 coltellate, nell’appartamento di Senago, nel Milanese, nel quale i due vivevano.
La Corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta dalla giudice Ivana Caputo, oggi ha confermato la sentenza di primo grado, emessa il 25 novembre 2024, riconoscendo l’aggravante della crudeltà e della convivenza ma non la premeditazione. Le aggravanti erano state richieste dalla Procura ma contestate dalla difesa portata avanti dalla legale Giulia Gerardini che ha definito la condotta di Impagnatiello “grossolana, maldestra” e “piena di errori”. Sui tanti tentativi di avvelenare la sua compagna ed il bambino che portava in grembo, la difesa aveva spiegato che erano stati dettati “solo” dalla volontà del barman di mettere fine alla gravidanza.
Omicidio Giulia Tramontano: lo stupore della mamma alla lettura della sentenza
La sentenza di appello è arrivata dopo due ore di camera di consiglio al termine di un processo di secondo grado durato appena mezza giornata. “Preferisco non dire niente” il commento subito dopo la lettura del dispositivo della mamma di Giulia Tramontano, Loredana Femiano di fronte alla caduta dell’aggravante della premeditazione.
“Questo, però, non sposta nulla”, ha precisato a fine udienza Giovanni Cacciapuoti, l’avvocato della famiglia Tramontano che ha espresso la soddisfazione per come “si è sviluppata la vicenda di carattere giudiziario” riservandosi di leggere le motivazioni.



















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