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Stabilizzazione TIS, Stasi a muso duro contro la Regione: «Non ha stanziato un solo euro»

Ionio

Stabilizzazione TIS, Stasi a muso duro contro la Regione: «Non ha stanziato un solo euro»

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FLAVIO STASI 1

CORIGLIANO ROSSONO (CS) – Il sindaco di Corigliano Rossano interviene sulla stabilizzazione dei TIS, i tirocinanti calabresi per i quali sono arrivati negli scorsi giorni nelle casse della Regione Calabria 5 milioni di euro. Un emendamento al quale molti hanno applaudito, grazie al quale decine di lavoratori potranno avere una giusta integrazione nel mondo del lavoro.

Stasi non ci sta e puntualizza alcuni dettagli. “Ritengo sia necessario precisare che la Regione Calabria non ha stanziato un euro dal proprio bilancio regionale per risolvere la profonda questione sociale di questi lavoratori -tuona il primo cittadino di Co-Ro –  La Giunta Regionale si è limitata ad indirizzare fondi europei che, per loro natura, oltre ad essere temporanei, erano già destinati ai territori e che evidentemente l’ente regionale non era capace di programmare e spendere”.

Stabilizzazione TIS, per Stasi si rischia di creare una macelleria sociale

“Infine – chiosa Stasi – è emblematico il fatto che lo stesso assessore Calabrese, facendo seguito all’ennesimo emendamento poco utile sulla questione, affermi che nelle prossime settimane sarà decisa la ripartizione dettagliata dei fondi storicizzati. Nonostante ad oggi non ci sia – per loro stessa ammissione – alcuna ripartizione, dunque, si chiede incredibilmente ai Comuni di deliberare entro il 31 luglio, modificando la propria programmazione del personale con relative coperture finanziarie: una procedura che si conferma amministrativamente insensata e che tenta di scaricare ogni responsabilità sugli enti comunali”.

Secondo il sindaco di Corigliano Rossano “le delegazioni parlamentari calabresi dovrebbero occuparsi con assoluta priorità del vero problema che rischia di generare una macelleria sociale: aumentare il contributo storicizzato dello Stato che al momento è totalmente insufficiente e creerà iniquità profonde tra lavoratori e tra enti. Rivolgo l’ennesimo appello affinché si lavori tutti insieme in questa direzione”.

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