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La Calabria alla Mostra del Cinema di Venezia, due i film girati nel Cosentino

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La Calabria alla Mostra del Cinema di Venezia, due i film girati nel Cosentino

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Film calabresi a Venezia

COSENZA – La Calabria presente con i suoi luoghi e le sue bellezze alla 82esima Mostra d’arte cinematografica di Venezia che si apre proprio oggi al Lido per concludersi il prossimo 6 settembre. Due sono, infatti, i film che saranno presentati e che sono stati girati sul territorio regionale, con molte ambientazioni nel Cosentino.

Due opere realizzate con la collaborazione della Calabria Film Commission: si tratta di “Ammazzare stanca” ed “Il quieto vivere”. Il primo ha la regia di Daniele Vicari, prodotto da Pier Giorgio Bellocchio e dai Manetti bros. Il secondo è per la regia di Gianluca Matarrese, Faber Produzioni Stemal Entertainment con Rai Cinema, co-produzione Elefant Films con RSI – prodotto da Donatella Palermo e Alex Iordachescu.

I due film e le ambientazioni nel Cosentino

“Ammazzare stanca”, scritto da Daniele Vicari e Andrea Cedrola, è liberamente ispirato all’autobiografia omonima di Antonio Zagari, edita da Compagnia Editoriale Aliberti. L’opera è stata girata anche in Calabria, con diverse ambientazioni nel territorio del Cosentino tra Spezzano della Sila e Camigliatello Silano, oltre a Lamezia Terme, San Luca e Bovalino. Si tratta dell’autobiografia di un ragazzo che si ribella al suo destino criminale. La sua è una storia vera. Nel cast Gabriel Montesi, Vinicio Marchioni, Selene Caramazza, Andrea Fuorto, Thomas Trabacchi, Pier Giorgio Bellocchio, Rocco Papaleo e Saverio Malara.

“Il quieto vivere”, invece, è stato girato tra Corigliano-Rossano e a Sibari e tra gli interpreti figurano Maria Luisa Magno, Immacolata Capalbo, Andrea Magno, Antonietta Giuseppina Mancuso, Carmela Magno, Concetta Magno, Filomena Magno, Sergio Turano, Giorgio Pucci. “Il film nasce da una storia vera, vissuta tra le mura della mia famiglia – spiega il regista Gianluca Matarrese – In un borgo calabrese dove il rancore è quotidiano e il conflitto è sacro, racconto la guerra domestica tra due cognate, Luisa e Imma. Attraverso un linguaggio che fonde documentario, finzione e teatro, metto in scena un universo chiuso e iperreale, dove ogni lite è una performance e ogni pranzo un campo di battaglia. Con ironia e crudeltà, esploro l’anticamera del crimine, quel momento sospeso in cui la tragedia del reale può ancora essere evitata, forse, grazie al cinema”.

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