Area Urbana
USB Scuola Cosenza, assegnazioni provvisorie nel caos: firmato un contratto integrativo che penalizza i docenti

COSENZA – Il sindacato USB Scuola di Cosenza, attraverso il suo rappresentante Pino Assalone, denuncia pubblicamente la sottoscrizione di un Contratto Integrativo Regionale (CIR) che definisce senza mezzi termini “peggio che pessimo”, firmato il 31 luglio dall’Ufficio Scolastico Regionale e dalle sigle sindacali Anief, CISL Scuola, FLC CGIL, Gilda e SNALS. Al centro della denuncia, le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per l’anno scolastico 2025/28, regolamentate dal Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) che – come noto – stabilisce chiaramente che i posti in organico di diritto, una volta concluse le operazioni di mobilità e immissioni in ruolo, debbano essere utilizzati per le assegnazioni provvisorie. Secondo USB, il CIR calabrese si pone in palese contrasto con il CCNI, introducendo condizioni peggiorative e restrittive per i lavoratori, in aperta violazione del principio di gerarchia delle fonti del diritto.
L’articolo incriminato e lo “scippo” dei diritti
Uno dei punti più critici è l’articolo 6 del CIR, che prevede che “a conclusione di ogni singola fase non sarà possibile procedere al rifacimento delle operazioni in caso di disponibilità successivamente sopravvenute”. Una disposizione che, secondo il sindacato, rappresenta un vero e proprio “scippo” nei confronti dei docenti che, per seri motivi personali e familiari, avevano presentato domanda di assegnazione provvisoria, confidando nella possibilità di avvicinarsi al proprio territorio. Particolarmente colpita la provincia di Cosenza, dove le assegnazioni sono state pubblicate tra il 18 e il 19 agosto, senza tenere conto delle disponibilità sopraggiunte in quei giorni.
Non meno grave, secondo l’USB, è quanto riportato a pagina 3 del verbale della riunione informativa con le organizzazioni sindacali, tenutasi prima della contrattazione vera e propria. Qui si legge che “in accordo tra le parti” si sarebbe deciso di non lavorare sull’organico di diritto, ma solo su quello di fatto. Una decisione che l’USB bolla come ulteriore violazione dei diritti dei lavoratori, in contrasto con quanto stabilito dal CCNI. Inaccettabile, poi, secondo l’organizzazione sindacale, il fatto che le riunioni per la contrattazione si siano tenute a domande già scadute, cioè ben nove giorni dopo il termine ultimo per la presentazione delle richieste da parte dei docenti.
Scorrimenti “discrezionali” e nessuna trasparenza
USB segnala anche un altro aspetto controverso: alcuni ATP, in maniera discrezionale, avrebbero effettuato degli “scorrimenti” delle graduatorie, assegnando posti sopraggiunti senza alcuna base normativa e solo in casi isolati. Un comportamento che, oltre a essere privo di fondamento legale, ha generato disuguaglianze tra i docenti, escludendo ingiustamente chi si trovava in posizione utile in graduatoria.
Docenti in mobilitazione: nasce un Comitato
A seguito di questa situazione, i docenti penalizzati si stanno organizzando in un Comitato per affrontare collettivamente la questione. L’USB Scuola Cosenza ha già dichiarato il proprio pieno sostegno all’iniziativa e ha chiesto ufficialmente un incontro all’Ufficio Scolastico Regionale per discutere nel merito il contenuto del CIR e tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti. Il sindacato ritiene che il Contratto Integrativo Regionale sottoscritto in Calabria vada contro lo spirito e la lettera del CCNI nazionale, restringe i diritti invece di ampliarli, e penalizza soprattutto quei docenti che, in mancanza di un trasferimento, contavano sulle assegnazioni provvisorie come unica via per restare vicino alla famiglia o affrontare situazioni personali complesse. Un accordo che rischia di produrre una lunga scia di ricorsi, aggravando ulteriormente la già complessa situazione della scuola calabrese, e che rappresenta – nelle parole dell’USB – “un grave passo indietro nella tutela dei diritti del personale scolastico”.


















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