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Comunicazione a peso d’oro, bufera sul Comune di Cosenza «170mila euro per propagandare un’amministrazione fantasma»
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Di
M.G.
COSENZA – Esplode la polemica al Comune di Cosenza dopo l’approvazione della delibera di Giunta n. 131 del 6 agosto 2025, con cui l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso ha affidato alla società Arcadia srl la realizzazione di una strategia di comunicazione integrata per la città. Il costo complessivo dell’operazione ammonta a 170.068 euro (Iva inclusa) e sta già suscitando durissime reazioni da parte delle opposizioni che ne chiedono l’immediata revoca.
“Una spesa esorbitante e ingiustificata”
Secondo i consiglieri comunali di minoranza, si tratta di una spesa “esorbitante e ingiustificata”, che rischia di trasformarsi in una “campagna propagandistica a favore di un’amministrazione fantasma, di cui non si sentiva alcun bisogno”.
I firmatari della nota – Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro – chiedono chiarimenti immediati al sindaco e alla Giunta.
Le accuse al Comune di Cosenza: “Questione di priorità”
Al centro delle critiche non è solo la cifra stanziata, ma anche le tempistiche. La proposta, spiegano i consiglieri, è stata presentata il 31 luglio ed è approdata in giunta appena sei giorni dopo, il 6 agosto: «Un’accelerazione sospetta – accusano – se si pensa ai ritardi cronici con cui l’Amministrazione affronta le emergenze della città».
Gli esponenti di opposizione parlano di un vero e proprio spreco, soprattutto se confrontato con i problemi irrisolti di Cosenza: «È inaccettabile – sottolineano – che si scelga di spendere 170mila euro in un solo anno per campagne pubblicitarie online, gestione di social e ricerche demoscopiche, mentre restano insolute questioni ben più urgenti legate ai servizi essenziali dei cittadini».
“Quella del Comune di Cosenza è una strategia autoreferenziale”
Il sospetto dell’opposizione è che la comunicazione finanziata dal Comune abbia finalità più politiche che istituzionali: «Temiamo – si legge ancora – che questa strategia serva solo a mettere in risalto le figure del sindaco Franz Caruso e di una Giunta già proiettata a future candidature. Non pensiamo che ce ne sia bisogno».
I consiglieri ricordano inoltre che il Comune dispone già di strumenti e canali istituzionali per informare i cittadini, senza dover ricorrere a costosi affidamenti esterni. Da qui la richiesta di revoca della delibera, bollata come “squallida operazione” e definita da alcuni “di dubbia legittimità”.
“Chi vuole fare politica social, la paghi di tasca propria”
La chiusura del documento è senza mezzi termini: “Chi vuole fare politica social – scrivono i consiglieri di minoranza – attinga alle proprie tasche. Non si può chiedere ai cosentini di pagare per l’autopromozione del sindaco e della sua giunta”.
La polemica è dunque destinata a infiammarsi, in attesa che l’Amministrazione fornisca le proprie motivazioni e chiarisca i dettagli di una spesa che, almeno per l’opposizione, rappresenta l’ennesima dimostrazione di priorità sbagliate.
Massimo Bozzo (FI) “scelta una società esterna”
Anche il Commissario di Forza Italia per il comune di Cosenza Massimo Bozzo attacca l’esecutivo Caruso non solo per i costi ma anche per il fatto di aver scelto una società esterna «l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso, già escluso dalla corsa alla presidenza della Regione Calabria, dopo il pasticcio delle selezioni pubbliche inciampa di nuovo, questa volta sulla gestione della comunicazione istituzionale».
«Il buon senso – prosegue – avrebbe suggerito di valorizzare le risorse interne, dipendenti con competenze specifiche, incarichi ben definiti e stipendi già a carico dei cittadini, senza contare su un nutrito staff dedicato proprio a comunicazione e marketing. E invece no, il sindaco Caruso ha scelto la via dell’esternalizzazione, affidandosi a una società privata».
“Nel Comune di Cosenza operano già addetto stampa e staff stabile”
«Il paradosso però è che in Comune opera già un addetto stampa, assunto tramite concorso pubblico, cui spetta istituzionalmente il compito di curare la comunicazione. A questo si aggiunge uno staff stabile, già retribuito, che dovrebbe svolgere la stessa funzione. Nonostante ciò, la decisione è stata quella di rivolgersi a un soggetto esterno».
“Società incaricata non è del territorio, ulteriore sgarbo”
«E a rendere la scelta ancora più discutibile – prosegue Bozzo – è che la società incaricata non è né cosentina né calabrese. Un ulteriore sgarbo a chi, sul territorio, lavora quotidianamente con professionalità in questo settore».
«Ora, speriamo solo che per giustificare questa decisione il sindaco Caruso non ricorra al solito copione: scaricare le responsabilità sulla precedente amministrazione, oppure organizzare una pietosa conferenza stampa con l’appoggio di qualche giornalista compiacente, pronto a porre la domanda di rito per distogliere l’attenzione dal vero problema».
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