Area Urbana
A Rende il rapporto “Sussidiarietà e welfare territoriale”: 67% delle famiglie trova ostacoli nei servizi sociali
Domani la presentazione del Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà. Al centro del dibattito le disuguaglianze, la frammentazione istituzionale e le proposte per un welfare più equo e integrato

RENDE (CS) – Oltre il 67% delle famiglie italiane che ha richiesto assistenza negli ultimi tre anni ha incontrato difficoltà o impossibilità di accesso ai servizi del welfare territoriale. È uno dei dati più allarmanti emersi dal nuovo Rapporto “Sussidiarietà e… welfare territoriale” della Fondazione per la Sussidiarietà, che sarà presentato domani, sabato 18 ottobre alle 17:00 all’Hotel President di Rende. All’incontro interverranno esponenti istituzionali, accademici e del Terzo settore, tra cui Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione, e Monsignor Francesco Savino, vicepresidente della CEI. A moderare sarà Tonino Saladino.
Il rapporto
Nel 2024, le famiglie italiane hanno speso circa 138 miliardi di euro per coprire bisogni legati a salute, assistenza agli anziani e disabilità: in media 5.400 euro per nucleo familiare. Un impegno economico che evidenzia il vuoto lasciato dall’intervento pubblico, soprattutto al Sud e nelle aree interne del Paese, dove le disuguaglianze si fanno più marcate.
Il rapporto, realizzato con il supporto di Aiccon, IFEL, Ipsos, Istat e il contributo della Fondazione Cariplo, denuncia l’eccessiva frammentazione del sistema di welfare italiano: un reticolo di competenze tra Stato, Regioni e Comuni spesso privo di coordinamento, che genera sovrapposizioni, sprechi e inefficienze. A fronte di oltre 620 miliardi di euro investiti in spesa sociale (pari al 30% del PIL), solo il 38% dei cittadini promuove le politiche di contrasto alla povertà.
Allarme disuguaglianze
Il 5% delle famiglie detiene quasi la metà della ricchezza nazionale, mentre quasi il 10% della popolazione è in difficoltà. Drammatica la condizione delle famiglie con persone disabili: il 28,4% è a rischio povertà o esclusione sociale. La Fondazione lancia una proposta concreta per invertire la rotta: dalla presa in carico personalizzata della persona, alla progettazione integrata dei servizi, passando per l’aumento degli investimenti e il rafforzamento della collaborazione tra enti pubblici e Terzo settore, fuori dalle logiche di mercato. «È tempo di rinnovare il patto sociale che ci unisce, con più Stato e più società – afferma Giorgio Vittadini –. Investire in un welfare universale e inclusivo è la chiave per una crescita più coesa e stabile». Il Rapporto completo è disponibile sul sito della Fondazione per la Sussidiarietà.



















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