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Rende, consiglio comunale sul servizio idrico. Dg Sorical «cittadini dovranno abituarsi al cambiamento»

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Rende, consiglio comunale sul servizio idrico. Dg Sorical «cittadini dovranno abituarsi al cambiamento»

Il consiglio comunale affronta la crisi idrica: Sorical punta su gestione integrata, ingegnerizzazione delle reti e maggiore responsabilità di cittadini e amministratori di condominio. Marati parla anche di un mancato incasso del 65%

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RENDE – Il servizio idrico di Rende e la gestione da parte di Sorical è stato al centro della seduta odierna del consiglio comunale, con amministratori e tecnici a confrontarsi sulle criticità della rete e sulle soluzioni possibili. La Regione Calabria ha affidato la gestione dell’acqua e dei rifiuti a Arrical, mentre Sorical è diventata il gestore unico del servizio idrico, con tutti i comuni obbligati a trasferire la gestione alla società.

L’assessore Andrea Cuzzocrea ha spiegato: “stiamo avendo giornalmente una serie di disservizi causati dalla riduzione delle portate ai serbatoi principali. Rende è servita da tre schemi tra cui Abatemarco e Capodacqua. Dallo schema Abatemarco registriamo una riduzione importante. La città ha 40mila abitanti, ma sul territorio ne ospita altri 40-50mila”. Cuzzocrea ha sottolineato la necessità di “gestire la crisi idrica fino a quando non si faranno interventi strutturali” e ha chiesto ai cittadini e agli amministratori di condominio di avere pazienza.

Il Direttore Generale di Sorical, Giovanni Paolo Marati, ha espresso comprensione per i disagi ai cittadini: “Chiedo scusa per l’interruzione del servizio odierno, anche se non dipendente da Sorical. I cittadini hanno ragione di lamentarsi, ma il servizio idrico integrato è partito con 30 anni di ritardo in Calabria. È un problema di sistema che richiede interventi rapidi e soluzioni a breve periodo”.

Marati ha spiegato che la rete presenta pressioni molto alte che creano problemi e che interventi “chirurgici” possono migliorare il controllo della distribuzione, soprattutto in situazioni di emergenza. Il direttore generale di Sorical, ha ricordato che Rende e altri 26 comuni, tra cui Cosenza, sono alimentati da uno schema di 130 km di reti, con problemi strutturali rilevanti. “Quando interveniamo per un’interruzione – ha detto – si crea un effetto domino, i tempi di ripristino possono variare e alcune zone soffrono”.

Nonostante le difficoltà, Marati ha precisato che l’acqua non manca: tra Cosenza e Rende la disponibilità è di 600 litri per abitante al giorno, valore superiore a quello normale di 300-350 litri. “Serve gestire meglio la distribuzione e ridurre perdite e sprechi”, ha aggiunto, evidenziando pressioni di rete troppo alte, soprattutto in edifici alti.

L’acqua è un diritto ma bisogna pagarla

Durante il confronto con gli amministratori di condominio, è emersa anche la questione dei pagamenti del servizio. Marati ha sottolineato che a giugno il mancato incasso a Rende è stato del 65%, e ciò rende difficile garantire un servizio efficiente: “I condomìni non possono più pagare a consuntivo. È un dovere avviare una normalizzazione e abituare i cittadini al cambiamento”.

In conclusione, il consiglio comunale ha evidenziato come la crisi idrica a Rende sia legata a problemi di rete storici, gestione integrata insufficiente e mancanza di responsabilità nei pagamenti. La soluzione passa da interventi strutturali, ingegnerizzazione della rete e maggiore collaborazione tra cittadini, amministratori e Sorical.

“L’acqua è considerata un bene prezioso – spiega Marati – e le procedure per arrivare alla sospensione dell’acqua sono certamente più laboriose. I beni primari consentono ai cittadini di vivere in modo dignitoso. Non si paga l’acqua ma si paga il servizio“, ma anche il sindaco Sandro Principe, ha spiegato “l’acqua è un diritto ma va pagata”.

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