Area Urbana
LA RIFLESSIONE
«L’ospedale universitario ad Arcavacata va bene ma l’Hub deve restare a Cosenza»
A scriverlo Piero Minutolo Presidente associazione ‘Io partecipiamo’ ed ex sindaco di Cosenza: “Senza ospedale Cosenza diventerebbe una città senz’anima”

COSENZA – “L’ospedale universitario ad Arcavacata di Rende va bene ma l’ospedale Hub deve restare a Cosenza, città capoluogo della provincia più grande della Calabria. Se il sito di Vaglio Lise individuato e deliberato dal Consiglio comunale dovesse ritenersi inadeguato a causa di un insuperabile rischio idrogeologico, l’ospedale opportunamente consolidato, ristrutturato, ampliato e potenziato dovrebbe restare dov’è adesso”. A scriverlo Piero Minutolo Presidente associazione “Io partecipiamo” ed ex sindaco di Cosenza.
La città di Cosenza che nell’arco di trent’anni ha perduto più di quarantamila abitanti non può rinunciare anche a questa funzione direzionale fondamentale dal punto di vista sanitario e strategica per le sue ricadute sociali ed economiche. Senza ospedale Cosenza diventerebbe una città senz’anima.
Il centro storico si avvierebbe fatalmente, malgrado gli interventi del Cis e di Agenda urbana, verso un ulteriore processo di degrado e abbandono mentre l’intera città dei Bruzi registrerebbe un ulteriore spopolamento ed un consistente impoverimento delle attività professionali, commerciali e dei servizi. La collocazione ad Arcavacata di Rende in una zona sprovvista di collegamenti che potrebbero realisticamente realizzarsi in un giorno futuro, incerto e lontano, renderebbe il presidio sanitario difficilmente raggiungibile soprattutto dal nucleo centrale della città, dal Centro storico e dalla Presila, da Sant’Ippolito, Borgo Partenope, Donnici superiore e inferiore, dai Comuni a sud di Cosenza e dalla zona industriale di Piano Lago. Dinnanzi al rischio di esproprio del più importante presidio sanitario pubblico della provincia di Cosenza sorprende ma non meraviglia il silenzio di quanti negli anni hanno sostenuto la necessità di scelte rivolte al riequilibrio territoriale dello sviluppo, alla realizzazione dello svincolo autostradale a sud e alla rigenerazione del centro storico. Le accuse di campanilismo a chi cerca di difendere ciò che ha sono irricevibili.
Andrebbero semmai rivolte a quanti vogliono appropriarsi di un presidio sanitario di grande prestigio come l’ospedale dell’Annunziata che opera a servizio della città di Telesio e dell’intera provincia di Cosenza da più di ottant’anni. Auspichiamo pertanto che le decisioni e le azioni conseguenti vengano assunte da Regione, Comune di Cosenza e Università della Calabria in un clima di operosa concordia per evitare che anche il nuovo ospedale finisca nel grande “mare magnum” delle opere annunciate, progettate, finanziate e mai realizzate. La storia delle opere pubbliche in Calabria ci dice, purtroppo, che le parole molte volte hanno mangiato i fatti”.



















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