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Neonata rapita a Cosenza, il Gup nomina tre periti: al via la perizia psichiatrica su Rosa Vespa

Area Urbana

Team di 3 periti

Neonata rapita a Cosenza, il Gup nomina tre periti: al via la perizia psichiatrica su Rosa Vespa

La perizia psichiatrica sarà decisiva stabilirà se la donna fosse capace di intendere e volere quando rapì la neonata dalla clinica di Cosenza

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rosa vespa

COSENZA – Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cosenza, Letizia Benigno, ha nominato il collegio dei periti chiamati a valutare le condizioni psichiatriche di Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata della città. La donna, arrestata poche ore dopo dalla polizia, si trova attualmente agli arresti domiciliari e ha scelto di affrontare il processo con rito abbreviato condizionato proprio all’accertamento della sua capacità di intendere e volere al momento dei fatti e richiesta dai suoi difensori. La piccola venne ritrovata poche ore dopo nell’abitazione della donna e di suo marito dove era in corso una festa. Una vicenda che aveva scosso l’intera città di Cosenza e che ora, entra nella fase più delicata, quella giudiziaria.

Rosa Vespa nominato un team di 3 periti

Il team incaricato dal Gup è composto da tre professionisti: Michele Di Nunzio, psichiatra e psicoterapeuta con specializzazione in criminologia clinica e psichiatria forense; Gabriella Bolzoni, psicologa e criminologa e Roberta Costantini, psicoterapeuta e psicologa giuridica. Saranno loro a redigere la relazione tecnica che potrebbe incidere in modo significativo sull’esito del procedimento. Gli avvocati dei genitori della bimba si erano invece opposti alla perizia.

Le richieste della difesa prima e dopo il rapimento

Durante l’udienza, i legali della famiglia della neonata hanno presentato una richiesta per estendere il quesito peritale, chiedendo che l’analisi non si limitasse allo stato psichico della donna al momento del rapimento, ma comprendesse anche le condotte tenute prima e dopo l’episodio. Un approfondimento ritenuto «necessario per comprendere eventuali elementi premeditativi e la piena consapevolezza dell’azione». La richiesta è stata accolta dal giudice.

Le operazioni peritali si svolgeranno nell’abitazione dell’imputata, considerata l’attuale misura cautelare dei domiciliari. Gli esperti dovranno ora ricostruire il profilo psicologico della 51enne, valutando se fosse capace di intendere e volere al momento del rapimento, e se eventuali disturbi della personalità possano aver influito sull’azione. La perizia psichiatrica rappresenta dunque uno snodo decisivo di questo procedimento, che ha scosso profondamente la comunità cosentina e riacceso il dibattito sulla tutela delle neomamme e sulla sicurezza nelle strutture sanitarie. Il Giudice, nella scorsa udienza, aveva ammesso tutte le parti civili anche se la difesa si era opposta a quella dei nonni.

 

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