Area Urbana
DUMPING CONTRATTUALE
Contratti pirata a Cosenza: fino al 13% dei lavoratori dei bar e ristoranti pagati meno del dovuto
Cosenza, dopo Vibo Valentia, è tra le province più colpite dal dumping contrattuale nei pubblici esercizi: contratti pirata, salari più bassi e imprese penalizzate

COSENZA – La Calabria continua a essere tra le regioni italiane più esposte al fenomeno dei contratti pirata nei pubblici esercizi, e Cosenza emerge come una delle realtà più coinvolte. Secondo una recente ricerca di Confcommercio, infatti, la provincia bruzia registra un significativo 13,51% di lavoratori in dumping, percentuale che la colloca ai primi posti in Italia per applicazione di contratti non rappresentativi e penalizzanti.
Lo studio colloca Vibo Valentia al primo posto nazionale (26,46%), seguita proprio da Cosenza, Catanzaro (9,36%), Reggio Calabria (8,74%) e Crotone (5,18%). Nonostante nel settore risultino depositati oltre 40 contratti collettivi presso il Cnel, il 92,5% dei lavoratori applica correttamente il CCNL Fipe. I restanti, però, finiscono sotto contratti sottoscritti da associazioni scarsamente rappresentative, con retribuzioni più basse e minori tutele.
Fipe Confcommercio Cosenza: “Serve una legge sulla rappresentanza”
Il fenomeno è stato al centro dell’incontro promosso da Fipe Confcommercio Cosenza, dal titolo “Servono regole chiare per fermare la corsa al ribasso”, che ha riunito imprese, sindacati (Cgil, Cisl, Uil) e professionisti del settore. Durante i lavori è stato ribadito come il dumping contrattuale stia generando una concorrenza sleale, con aziende corrette penalizzate da chi applica contratti meno onerosi. Le simulazioni del Manuale sul dumping contrattuale 2025 mostrano differenze retributive che arrivano fino al 30% in meno rispetto ai minimi salariali previsti dal CCNL Fipe. Un divario che incide direttamente sul mercato e sulla qualità del lavoro nei bar, ristoranti e locali della provincia di Cosenza.
“La grande partecipazione di imprese e professionisti dimostra quanto il tema sia urgente” – ha dichiarato Laura Barbieri, presidente di Fipe Confcommercio Cosenza. “Il dumping contrattuale sta creando un mercato distorto, dove chi applica correttamente il CCNL Fipe viene svantaggiato. Chiediamo una legge chiara sulla rappresentanza per tutelare gli operatori seri e fermare questa deriva”.
Ispettorato del lavoro e Inps: “Norme poco chiare”
Anche le istituzioni presenti hanno evidenziato criticità e necessità di un intervento normativo nazionale.
Massimiliano Mura, direttore dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Cosenza, ha spiegato come l’assenza di regole univoche renda più complessa l’attività di verifica, ricordando che un controllo ispettivo su tre riguarda l’errata applicazione del contratto collettivo.
Dello stesso avviso Maria Letizia Canino, rappresentante dell’Inps di Cosenza, che ha illustrato gli impatti contributivi derivanti dall’impiego di contratti non pertinenti e confermato l’impegno dell’Ente nel contrasto al dumping contrattuale.
Cosenza al centro della battaglia contro i contratti pirata
Il confronto ha messo in luce una forte sinergia tra le parti sociali e le istituzioni cosentine, unite nella richiesta di strumenti legislativi capaci di:
garantire chiarezza sulla rappresentanza sindacale;
tutelare i lavoratori dei pubblici esercizi;
proteggere le imprese che rispettano le regole;
fermare la concorrenza sleale generata dai contratti pirata.
Un fenomeno che, nella provincia di Cosenza, appare ormai strutturale e che richiede interventi urgenti per restituire dignità salariale ai lavoratori e un mercato equo agli imprenditori.



















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