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Francesco Ciacci, pilota di Trebisacce e orgoglio di Calabria vince il National Trophy 1000: “Non mi fermo qui”

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VITTORIA DA SOGNO

Francesco Ciacci, pilota di Trebisacce e orgoglio di Calabria vince il National Trophy 1000: “Non mi fermo qui”

Un nuovo successo per il pilota calabrese che trionfa in una importante competizione. Il commento fra soddisfazione e obiettivi futuri

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Francesco Ciacci pilota

TREBISACCE (CS) – Francesco Ciacci sta gioendo da settimane per il traguardo tanto atteso e raggiunto con il titolo di National Trophy 1000. Il pilota di Trebisacce porta in alto il suo nome, della sua città d’origine e dell’intera regione. Tanta fatica per affrontare questo sport, senza però dimenticare i tanti sacrifici che si nascondono dietro ad una competizione del genere.

Vincere una competizione non è mai semplice, ma quando si arriva ad un livello alto è sempre bene unire la passione alla consapevolezza dei propri mezzi. Senza dimenticare gli anni di gavetta e le ore trascorse in sella ad una moto. Per il pilota calabrese si tratta di un prestigioso traguardo raggiunto con grandi sforzi (sotto tutti i punti di vista).Francesco Ciacci pilota National Trophy 1000

Competere a questi livelli non è semplice, specialmente quando di fronte si hanno team attrezzati e di grande livello, ma Francesco Ciacci non si è dato per vinto e ha sorpreso tutti, ancora una volta. Lo scorso 5 ottobre, infatti, festa grande al Mugello e gioia incontenibile. Un traguardo raggiunto e festeggiato con il team grazie al quale è riuscito a combinare le proprie doti e la moto.

Un percorso lungo, pieno di ostacoli, al Mugello però è stata festa. Il pilota di Trebisacce si è preso la scena nella classifica generale SBK 1000. Ha dato prova di non volersi fermare, anzi. Francesco Ciacci ha infatti totalizzato nel torneo 72 punti, due in più rispetto a Marco Marcheluzzo (Ducati, 70 punti) e sette in più di Gabriele Ruiu (Ducati, 75 punti).

Il successo del pilota Francesco Ciacci

Il pilota ha vinto lo scorso mese di ottobre il National Trophy 1000 (2025). Si tratta di una competizione motociclistica su pista che rientra fra i trofei nazionali italiani, gestita da Moto Club Spoleto. Il pilota classe 1979 ha corso nella sua carriera con il team Crazy Old Men, partecipando e vincendo in più occasioni il Trofeo Inverno e il Trofeo del Mediterraneo. Francesco Ciacci ha avuto esperienza anche nel CIV Superbike, con tanto di presenza ai test CIV SBK.

Ma è nel 2025 che corona un sogno vincendo il titolo del National Trophy 1000, correndo su una BMW, sempre con il team Crazy Old Men. Un finale al Mugello decisivo che lo ha visto trionfare e gioire per il traguardo raggiunto. Vincere il campionato di National Trophy 1000 a quasi 46 anni è segno di grande maturità e consapevolezza di non volersi porre alcun limite, specialmente quello dell’età.

Francesco Ciacci 1

La competizione fa parte di uno dei trofei abbinati al Campionato Italiano Velocità (CIV). Diverse le tappe in giro per l’Italia, fra queste spiccano Mugello, Misano e Vallelunga. Francesco Ciacci ha 46 anni e nessuna voglia di fermarsi. La sua passione per il mondo dei motori non si blocca, da qui l’idea di continuare a raggiungere nuovi traguardi e altri obiettivi.

Esperienza, costanza e capacità nel gestire la pressione. Il pilota originario di Trebisacce si è aggiudicato una competizione che può essere paragonata, se rapportata al calcio, al campionato di Serie B. La sua storia è fatta di corse su corse, sacrifici e una partenza da un paese del litorale ionico cosentino. Proprio lì dove questa competizione non ha preso piede, da qui la necessità di recarsi altrove per prepararsi al meglio in vista delle varie competizioni affrontate in carriera. Il mondo dei motori non emerge solo grazie ad Antonio Fuoco, pilota originario di Cariati, ora c’è spazio anche per le gesta a bordo della moto di Francesco Ciacci.

L’adrenalina non è mancata di certo, sono da anni nel mondo del motociclismo, tanti sacrifici fatti e ora questa grande soddisfazione. Questo è un campionato nazionale che richiede impegno fisico per raggiungere traguardi, senza dimenticare le importanti risorse economiche che la competizione richiede“, si legge in un estratto dell’intervista rilasciata a QuiCosenza/Cercoeventi. Per leggere l’intervista CLICCA QUI.

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