Area Urbana
SILENZIO CHE PESA
Concorsi pubblici a Cosenza, il silenzio che pesa più dell’indignazione
Il merito è una parola vuota? Mentre la città aspetta risposte e smette di credere nelle regole la politica invece tace

COSENZA – Al Comune di Cosenza ciò che è accaduto, per la seconda volta, con le nuove graduatorie dei concorsi pubblici, è qualcosa di molto più grave. Perché continuare a ripetere lo stesso errore, nonostante si sappia che è un errore, diventa invece una scelta, e quindi qualcosa di grave, quasi “diabolico”. A questo dobbiamo aggiungere il silenzio. Un silenzio assordante da parte di chi, oggi, dovrebbe invece spiegare: la politica che invece tace, mentre l’opinione pubblica si chiede se il merito sia rimasto un principio o sia diventato solo una parola vuota, buona in determinate occasioni e inutile nella pratica.
Quel silenzio che fa rumore
Si tace, forse nella speranza che il tempo aggiusti ciò che la politica non sa sanno o non vuole correggere. Si tace come se bastasse fingere normalità per cancellare la sfiducia. Ma non c’è nulla di normale. E soprattutto, la trasparenza richiede coraggio. E qui, quel coraggio è sparito. Il danno vero è la fiducia bruciata.
La ferita profonda che si apre quando si smette di credere che le regole valgano per tutti e a queste latitudini si è smesso da anni ormai. In una terra dove tra l’altro, sempre da anni, la stessa politica e certi sindacati denunciano la fuga dei giovani, rappresenta senza ombra di dubbio un paradosso che rasenta la provocazione.




















Social