Italia
Povertà sanitaria: cresce l’emergenza, i minori più colpiti degli anziani
Nel 2025 aumenta la povertà sanitaria: oltre 500mila persone hanno avuto bisogno di farmaci e cure gratuite tramite Banco Farmaceutico. Rinunce alle cure sempre più frequenti

ROMA – La povertà sanitaria in Italia continua a crescere: nel 2025 ben 501.922 persone hanno dovuto chiedere aiuto a una delle 2.034 realtà assistenziali convenzionate con il Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure che non avrebbero potuto permettersi.
Il rapporto sulla povertà sanitaria
Secondo i dati del 12/mo Rapporto sulla Povertà Sanitaria del Banco Farmaceutico, presentato all’Aifa, si registra un aumento dell’8,4% rispetto alle 463.176 persone del 2024. Un dato che evidenzia un elemento particolarmente significativo: la quota dei minori supera quella degli anziani.
«I dati ci restituiscono anche quest’anno un quadro preoccupante per migliaia di famiglie – afferma Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets – Pratichiamo la gratuità grazie al sostegno e insieme a migliaia di volontari, farmacisti, aziende e cittadini. Ma una cura costituita da un’autentica attenzione alle esigenze e alla dignità di chi si trova in condizioni di povertà non può limitarsi alla pur necessaria risposta immediata al bisogno: deve comprenderlo in fondo, anche attraverso un lavoro di approfondimento culturale e scientifico. Più profonda è la conoscenza, più efficaci saranno le risposte».
Il profilo dei “poveri sanitari”
L’analisi del Rapporto definisce anche il profilo di chi vive in condizioni di povertà sanitaria. In Italia:
– gli uomini rappresentano il 51,6%, le donne il 48,4%;
– prevalgono le persone tra i 18 e i 64 anni (58%);
– i minori sono 145.557 (29%), più degli anziani, pari al 21,8% (109.419).
Dal punto di vista clinico, i malati acuti (56%) superano i malati cronici (44%).

La spesa farmaceutica delle famiglie
Nel 2024 la spesa farmaceutica italiana, secondo gli ultimi dati Aifa, ammonta a 23,81 miliardi di euro, con un aumento di 171 milioni (+0,7%) rispetto al 2023. Di questi 13,65 miliardi (57,3%) sono a carico del Servizio sanitario nazionale; 10,16 miliardi (42,7%) sono totalmente pagati dalle famiglie.
Nonostante nel 2024 vi sia un lieve calo della quota privata (-4,6%) rispetto al 2023, negli ultimi sette anni si registra una crescita complessiva di 1,78 miliardi di euro (+21,26%): nel 2018 la spesa diretta era pari a 8,37 miliardi.
Rinunce alle cure sempre più frequenti
Secondo l’ultima rilevazione Istat, nel 2024 quasi una persona su dieci (9,9%) ha rinunciato a visite o esami specialistici nei 12 mesi precedenti: il 6,8% per le lunghe liste d’attesa mentre il 5,3% (pari a 3,1 milioni di persone) per motivi economici, dato in crescita dell’1,1% rispetto al 2023.
Il vicepresidente della Corte Costituzionale, Luca Antonini, commenta: «Oggi la sanità italiana rischia una deriva americanizzante nel senso che quella che è stata la sanità di tutti potrebbe diventare appannaggio esclusivo di quelli che possono permettersi di pagarla. Il Rapporto conferma che la voce del Terzo settore avrebbe potuto farsi sentire, soprattutto in questo ambito. Non è stata ascoltata. Ma forse non è ancora troppo tardi per iniziare a farlo».



















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