Calabria
Forestali, stangata per Calabria Verde: Corte d’Appello boccia i rimborsi forfettari. Sì a quelli chilometrici
La Corte d’Appello dà torto a Calabria Verde: “Sì ai rimborsi chilometrici, illegittimi i tagli forfettari”. La sentenza, destinata a fare scuola sancisce che l’indennità chilometrica è retributiva e va pagata secondo il CCNL. L’ente regionale dovrà risarcire un operaio e coprire le spese legali

CATANZARO – La Corte d’Appello di Catanzaro, Sezione Lavoro, ha accolto il ricorso di un operaio contro l’Azienda Calabria Verde. Al centro della controversia, i rimborsi chilometrici riconosciuti ai lavoratori costretti a usare il proprio mezzo per raggiungere cantieri e aree montane. Il lavoratore, assistito dagli avvocati Carlo Abbruzzese, Andrea Borsani e Dario Semeraro, chiedeva l’applicazione dell’art. 54 del CCNL, che prevede un’indennità pari a un quinto del costo della benzina per ogni chilometro percorso. L’azienda, invece, applicava un rimborso forfettario previsto dal contratto integrativo regionale, sostenendo che il criterio nazionale, fosse troppo oneroso e incompatibile con i vincoli di bilancio.
Calabria Verde, possibili nuovi ricorsi
Il Tribunale di Cosenza, in primo grado, aveva dato ragione all’ente, ma la Corte d’Appello ha ribaltato tutto, stabilendo un principio cruciale: l’indennità chilometrica non è un semplice rimborso spese, bensì una voce retributiva che compensa il disagio del lavoro in territori difficili. Per questo non può essere ridotta unilateralmente.
I giudici hanno inoltre ricordato che, pur essendo Calabria Verde un ente pubblico economico, ai dipendenti si applica il contratto privatistico in virtù del D.L. 120/2021. Le norme sulla spending review, spesso usate per giustificare tagli, non possono violare obblighi contrattuali. E la Corte sottolinea che la copertura finanziaria per l’applicazione del CCNL era già stata attestata da un decreto dirigenziale del 2022.
Il ricorso è stato accolto parzialmente, ma solo dal punto di vista temporale: il rimborso pieno decorre da novembre 2021, quando il contratto privatistico è stato esteso ai forestali. L’azienda dovrà versare al lavoratore le differenze retributive e accollarsi le spese legali. Una decisione che potrebbe aprire ora la strada a nuovi ricorsi e che afferma un principio destinato a pesare: i vincoli di bilancio non possono cancellare diritti stabiliti dalla contrattazione nazionale. È una decisione che potrebbe cambiare gli equilibri nel comparto idraulico-forestale calabrese.



















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