Area Urbana
Unica data agosto 2026
Famiglia cosentina ad Occhiuto: «papà rischia la vita, 9 mesi per fare una PET con contrasto PSMA”
Una famiglia cosentina disperata denuncia: nella nostra regione tempi di attesa fino ad agosto 2026 per un esame oncologico essenziale

COSENZA – Una famiglia cosentina ha deciso di scrivere una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per denunciare una situazione sanitaria ormai insostenibile. Al centro della denuncia, l’impossibilità di eseguire in tempi rapidi una PET con contrasto PSMA, fondamentale per la diagnosi e la stadiazione del tumore alla prostata del loro padre.
La famiglia cosentina: nove mesi di attesa, inaccettabile
“Nostro padre ha già affrontato TAC e risonanze con contrasto, purtroppo refertate in modo inconcludente – scrivono i figli nella lettera – Per avere risposte certe, i medici hanno indicato la necessità di una PET con contrasto PSMA. Ma in Calabria nessuna struttura la esegue, ad eccezione dell’ospedale Mariano Santo di Cosenza. Qui l’unica data disponibile è agosto 2026, nove mesi di attesa inaccettabili per un paziente oncologico”.
La famiglia segnala anche l’impossibilità di recarsi fuori regione per le cure: “L’unica alternativa sarebbe Potenza o Napoli, ma nostro padre, già affetto da altre patologie, non può affrontare viaggi così lunghi e faticosi”.
Nel testo della lettera, i figli non si limitano a denunciare il problema: chiedono un impegno concreto da parte delle istituzioni. Tra le richieste principali: attivare subito la possibilità di eseguire la PET con contrasto PSMA in Calabria, ridurre drasticamente i tempi di attesa e investire in personale e tecnologie per modernizzare la sanità regionale.
“La sanità non può essere un privilegio riservato a chi ha forza economica o fisica per spostarsi – scrivono – Deve essere un diritto garantito a tutti, soprattutto ai più fragili. Dietro ogni statistica ci sono volti, storie e vite. Nostro padre è uno di quei volti, e come lui molte altre famiglie calabresi vivono la stessa ingiustizia”.
La lettera aperta si conclude con un appello alla Regione affinchè questa denuncia pubblica diventi occasione di cambiamento, per restituire dignità ai pazienti e alle famiglie che chiedono solo di poter accedere alle cure essenziali senza discriminazioni.



















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