Italia
In Italia 8,5 milioni di case vuote e inutilizzate, più di 1 su 4. Al Sud il problema è in crescita
Il Rapporto Federproprietà-Censis rivela che il 25,7% delle case intestate a persone fisiche è vuoto. Nonostante miglioramenti nelle condizioni degli immobili, nel Mezzogiorno rimane alto il numero di abitazioni dormienti

ROMA – In Italia sono otto milioni e mezzo le case vuote e inutilizzate, pari al 25,7% del totale intestato a persone fisiche, con una concentrazione particolarmente significativa nel Sud e nelle Isole. È quanto emerge dal quarto Rapporto Federproprietà-Censis “Case dormienti, una ricchezza sommersa. Proposte per risvegliare il mercato degli affitti non turistici in Italia”, realizzato in collaborazione con Fimaa Italia, Immobiliare.it e Locare srl, con il contributo scientifico dell’Enea-Dipartimento Unità Efficienza Energetica (Duee).
Case vuote inutilizzate, le ragioni
La principale ragione per cui gli italiani non affittano le proprie case che rimangono vuote e inutilizzate è la paura di non poterle recuperare in caso di morosità: il 82,9% dei cittadini indica questo come ostacolo principale. Nel contempo, le strutture ricettive per affitti brevi superano le 691.000 unità, di cui il 71% sono alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale.
Le città d’arte registrano concentrazioni particolarmente elevate: a Firenze, nel Centro Storico, ci sono 139 annunci per affitti brevi ogni 1.000 abitanti, mentre a Roma sono 105, a Venezia 105 e a Milano 35, numeri molto più alti rispetto alla media comunale.
Famiglie, giovani e difficoltà economiche
Oltre agli affitti, il Rapporto mette in luce le difficoltà economiche che pesano sulle famiglie italiane. Per il 76,9% degli intervistati le bollette energetiche rappresentano un costo eccessivo. Per molti giovani, senza il sostegno familiare, acquistare casa è quasi impossibile: il 91,5% dei giovani, il 94,9% degli adulti e il 94,8% degli anziani concordano su questa difficoltà. L’accesso facilitato alla prima casa è considerato fondamentale dal 92% degli italiani, perché garantisce stabilità e sicurezza sociale.
Dal punto di vista delle condizioni degli immobili, l’Italia registra miglioramenti: le abitazioni inadeguate o fatiscenti sono diminuite dal 9,5% del 2014 al 5,6% del 2024. La riduzione è evidente in tutte le aree: Nord (dal 7,7% al 4,9%), Centro (dal 9,7% al 6,4%) e Sud e Isole (dall’11,8% al 6,1%). Anche le famiglie con abitazioni danneggiate, problemi di umidità o scarsa luminosità hanno visto un calo significativo, a testimonianza di un miglioramento della qualità abitativa, sebbene nel Sud le case dormienti restino un problema rilevante.

Al Sud il maggior numero di case vuote
Il quadro generale evidenzia una contraddizione: l’Italia dispone di un patrimonio immobiliare ampio e in miglioramento, ma gran parte resta inutilizzata a causa di paure, costi e barriere burocratiche. Sbloccare questo patrimonio potrebbe rappresentare una leva importante per il mercato degli affitti e per l’equilibrio sociale, con particolare urgenza al Sud, dove la disponibilità di case vuote è più alta rispetto al resto del Paese.



















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