Area Urbana
Nessuna traccia dal 25 novembre
Rende: Angelica è scomparsa da quasi un mese, il mistero dei 10mila euro e il silenzio
La giovane trans di origine colombiana residente a Rende è irreperibile dal 25 novembre: aveva con sé una somma di denaro destinata alla famiglia

RENDE – È trascorso quasi un mese dalla scomparsa di Angelica Causil, giovane trans di origine colombiana residente a Rende in via Majorana, senza che di lei si abbiano più notizie. L’ultima volta ha parlato con la madre in Colombia il 25 novembre scorso. Da allora, il silenzio. Angelica lavorava e metteva da parte i soldi per sostenere economicamente la propria famiglia. Proprio nei giorni precedenti alla scomparsa, avrebbe dovuto inviare ai familiari una somma di denaro importante. Secondo quanto emerso e riportato anche dalla trasmissione Chi l’ha visto?, al centro della vicenda potrebbero esserci circa 10mila euro che la giovane doveva trasferire ai parenti.
Nonostante vivesse in un appartamento condiviso con un’altra persona, a presentare formale denuncia di scomparsa non sarebbe stata la coinquilina, bensì un’amica residente in Campania. Un dettaglio che ha contribuito ad accendere ulteriormente l’attenzione degli inquirenti su una vicenda complessa e ancora tutta da chiarire.

La scomparsa di Angelica Causil
Sulla scomparsa della 28enne, è in corso un’indagine formalmente aperta e che coinvolge più territori, tra Napoli e Cosenza, con procure e forze dell’ordine impegnate negli accertamenti. In merito è intervenuto anche il movimento FEM.IN. Cosentine in lotta che chiede maggiore attenzione sulla vicenda: “Quando a scomparire è una persona trans, migrante e precaria, la copertura mediatica sembra rallentare fino quasi a fermarsi. La notizia perde rilevanza, non fa titolo, non genera dibattito pubblico. Spesso solo l’epilogo più drammatico riesce a rompere questo meccanismo di invisibilizzazione, trasformando la tragedia in notizia quando ormai è troppo tardi”.
La scomparsa di Angelica viene quindi rivendicata come un fatto urgente, che riguarda tutti. Si chiede visibilità, continuità informativa e un’assunzione di responsabilità da parte del sistema dell’informazione, chiamato a rompere il silenzio e a non scegliere chi merita di essere raccontato e chi può sparire nell’indifferenza. “Perché il silenzio non è mai neutro. E perché ogni vita conta, anche quando il sistema fa finta di no”.


















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