Area Urbana
Bambini e disabilità: a Cosenza i genitori forniscono materiale per le terapie. Ultima richiesta? I “cartoni”
A Cosenza i bambini che dopo lunghe liste d’attesa riescono ad accedere al servizio, devono fornire il materiale per la riabilitazione dell’età evolutiva di Serra Spiga dell’Asp di Cosenza

COSENZA – Riabilitazione dell’età evolutiva a Cosenza, l’odissea dei bambini. Le lunghe liste d’attesa sono solo il primo scoglio. C’è chi aspetta quasi 1 anno per essere preso in carico dal servizio pubblico, perdendo tempo prezioso in fase di crescita. E con il trascorrere dei mesi senza terapia, si mandano in fumo i progressi raggiunti e riducono le opportunità di recupero.
Ad oggi le carenze di personale non sono state colmate delle recenti assunzioni e neanche le nuove forniture recapitate al centro di Serra Spiga hanno lenito i disservizi di sempre. Le tende oscuranti montate la scorsa settimana nell’ambulatorio pare non assolvano alla propria funzione. Il caso è stato segnalato alla direzione generale, ma i bimbi restano ancora senza cure.
Il materiale delle terapie per i bambini
Nel centro di Serra Spiga dedicato, spesso a comprare il materiale per le terapie sono i genitori. Si tratta di immagini, giochi sensoriali o luminosi (con gioco di riserva se finiscono le batterie), ma anche oggetti di scarso valore economico come torce. Risorse indispensabili per il percorso di cura e riabilitazione senza le quali le terapiste, possono fare solo poche attività.
Ogni famiglia alla quale viene richiesto, ovviamente, provvede all’acquisto immediato di quanto necessario pur di poter fruire di un servizio essenziale che attende da mesi. L’importo da spendere, in media a seconda dei casi, è di circa 100 euro. In realtà però sarebbe l’Unità Operativa di Riabilitazione dell’Età Evolutiva del distretto sanitario Cosenza – Savuto che, a Serra Spiga, a dovrebbe disporre di tutto il necessario per curare i bambini che ha in carico.

Poliambulatorio di Serra Spiga, mancano i ‘cartoni’
L’ultima bizzarra richiesta proveniente dal centro di Serra Spiga è quella di procurare scatole di cartone. Il motivo? La tenda acquistata dall’Asp di Cosenza non serve per svolgere le particolari attività per le quali è stata richiesta. I bimbi dopo aver atteso oltre 7 mesi per le terapie al buio, non possono ancora attingere alle stimolazioni che consentirebbero di recuperare alcune abilità. Dalle tende nuove di zecca entra troppa luce; per usarle serve riadattarle, sono quindi provvisorie.
Anche in questo caso, per reperire materiale di fatto a costo zero (i cartoni), sono stati chiamati a intervenire i genitori. La richiesta non ha suscitato stupore tra gli utenti ai quali negli scorsi mesi è stato finanche chiesto un metro per prendere le misure e i preventivi di negozi di tendaggi. Eppure l’estrema collaborazione delle famiglie finora non è servita ad attivare le cure che probabilmente, se avviate a marzo/aprile avrebbero avuto già dei riscontri. Invece il bambino paga il prezzo dei ritardi.
Bimbi disabili ignorati dai dirigenti dell’Asp di Cosenza
Le famiglie dei bambini in carico al centro di Serra Spiga hanno a più riprese sollecitato l’intervento dell’Asp di Cosenza. Puntualmente le loro richieste sono state ignorate. Nessuno ha risposto neanche all’ultima missiva indirizzata al direttore generale dell’Asp di Cosenza (Antonello Graziano) e al direttore del distretto sanitario Cosenza – Savuto (Sisto Milito).
«Noi genitori – si legge nella pec protocollata nei giorni scorsi – siamo stanchi di tacere davanti ad un sistema pessimo e non funzionante. Ci chiediamo come sia possibile che di fronte ad un Sistema Sanitario Nazionale non sia possibile intervenire adeguatamente per permettere di svolgere le terapie necessarie riguardanti bambini con tanti bisogni. Si può ancora combattere per il montaggio tende oscuranti necessarie e fondamentali per la terapia di un bimbo, disposta a seguito di prescrizione medica?».



















Social