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TRANSAZIONI NEL MIRINO
Bonifici tra parenti e scattano i controlli del Fisco: quali causali inserire per non avere problemi
Operazioni quotidiane e ormai scontate quelle dei bonifici tra paenti, che sostituiscono la tradizionale “busta”, ma che possono inspospettire il Fisco e far scattare dei controlli. Ecco quali diciture utilizzare per un trasferimento efficace e trasparente

COSENZA – I bonifici tra parenti possono creare problemi con il Fisco? Ebbene sì. Trasferire denaro a un figlio per l’acquisto dell’auto, aiutare un genitore in difficoltà o semplicemente fare un regalo di compleanno, o di Natale, proprio per queste festività, ad un nipote. Sono queste le azioni più comuni, operazioni quotidiane e ormai scontate grazie agli strumenti digitali che permettono un trasferimento veloce e immediato, sostituendo la tradizionale “busta”, che possono inspospettire il Fisco e far scattare dei controlli.
Nell’attuale contesto di monitoraggio fiscale, infatti, anche un gesto naturale e di solidarietà familiare può finire sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate se non gestito con la dovuta attenzione, individuato come segnale “spia” di redditi non adeguatamente dichiarati.
Bonifici tra parenti, la Cassazione: sostegno familiare “naturale”
Il Fisco attualmente analizza ogni singolo movimento bancario, vagliando nel dettaglio tutte le transazioni che possono apparire sospette. Un accredito, un prelievo, un versamento di cui non è chiara l’origine, può rappresentare per l’autorità fiscale di un compenso “in nero” non dichiarato, arrivato da fonti occulte. Come chiarire la situazione? Solo con una prova documentata da parte del contribuente.
In realtà, di recente, la Corte di Cassazione con diverse ordinanze ha stabilito un punto fondamentale che sposta il baricentro della questione: il supporto economico all’interno di una famiglia deve essere considerato un evento naturale e dunque fisiologico. Di conseguenza, un bonifico tra stretti congiunti non può essere automaticamente classificato come reddito occulto, a patto che la natura della somma sia facilmente tracciabile e giustificabile.

L’importanza della causale: cosa scrivere
Per far valere questo principio, però, occorre poter dimostrare la natura solidaristica dei bonifici tra parenti e solo le causali possono farlo. Ecco perchè quando si effettuano bonifici tra parenti è neceaario inserire una dicitura precisa e non generica.
È importante ricordare, infatti, che la causale del bonifico non è un semplice adempimento formale, ma lo strumento principale per “sminare” il campo da potenziali sospetti. Una dicitura generica come “accredito” o “aiuto economico” potrebbe non essere sufficiente a fermare un accertamento. Una efficace e trasparente, come suggerito dagli esperti evita problemi di ogni genere.
Vediamo qualche esempio corretto:
Per regali: “Regalo di compleanno”, “Regalo di Natale” o “Regali per anniversario”
Per sostegno economico: “Sostegno familiare per spese correnti” o “Contributo solidaristico familiare”
Per acquisti specifici: “Regalo per acquisto automobile” o “Contributo per acquisto arredamento casa”
Per prestiti: “Prestito infruttifero tra familiari (senza interessi)”. In questo caso, è consigliabile anche una scrittura privata o uno scambio di email/PEC che ne attesti la natura di prestito da restituire.


















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