Ionio
LA REPLICA
Caso Marzullo, l’Asp di Cosenza replica alle accuse: «Nessuna omissione, il quadro clinico era già compromesso»
L’Asp di Cosenza fornisce chiarimenti in merito alla morte della signora Isabella Marzullo di Corigliano. La figlia aveva scritto una lettera aperta per denunciare che la morte di sua madre non fosse avvenuta “per sfortuna o per un destino crudele, ma per l’indifferenza di chi avrebbe dovuto curarla”

COSENZA – L’Asp di Cosenza fornisce alcuni chiarimenti in merito alla vicenda la signora Isabella Marzullo, di Corigliano, morta all’età di a 74 anni per un tumore al pancreas. La figlia, straziata dal dolore, aveva scritto una lettera aperta per denunciare che la morta di sua madre non sia avvenuta “per sfortuna o per un destino crudele, ma per l’indifferenza di chi avrebbe dovuto curarla”.
A distanza di qualche giorno, l’Asp prende posizione in merito basandosi “esclusivamente sulla documentazione sanitaria ufficiale in possesso dell’Ente”. Esprime il proprio cordoglio e la propria vicinanza umana alla famiglia, comprendendo il dolore che accompagna la perdita di una persona cara, ancor più in presenza di una patologia grave, ma spiega che la signora “è giunta all’osservazione delle strutture dell’ASP di Cosenza e dell’Ospedale di Corigliano-Rossano successivamente a una prima valutazione clinica e a un inquadramento diagnostico già effettuati presso il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, dove era stato evidenziato un quadro patologico in fase avanzata”.
Dalla documentazione disponibile, spiega l’Azienda Sanitaria Ospedaliera, che “al momento dell’accesso presso le strutture aziendali, la paziente presentava una condizione clinica complessa e gravemente compromessa. Nel corso degli accessi presso l’Ospedale di Corigliano-Rossano sono stati eseguiti gli accertamenti clinici e strumentali ritenuti appropriati in relazione allo stato di salute riscontrato, formulando valutazioni coerenti con il quadro clinico già noto e adottando indicazioni assistenziali conformi alle procedure e ai protocolli vigenti”.
Caso Marzullo, Asp di Cosenza, chiarisce: “Ricovero non accettato”
“Dagli atti risulta inoltre che, a seguito delle informazioni cliniche fornite, non è stato accettato il ricovero proposto, – precisa l’Azienda sanitaria – optando per una diversa modalità di gestione assistenziale. Tale circostanza è regolarmente riportata nella documentazione sanitaria. Per quanto concerne l’assistenza successiva, l’Azienda ha operato nel rispetto delle procedure previste per l’attivazione dei servizi territoriali e dell’assistenza domiciliare, in un contesto clinico già fortemente compromesso, che ha inevitabilmente limitato le possibilità di intervento”.
Alla luce della documentazione disponibile, l’Asp di Cosenza “ritiene che non emergano responsabilità dirette né omissioni imputabili all’Azienda o all’Ospedale di Corigliano-Rossano. Le attività svolte risultano coerenti con lo stato clinico della paziente al momento dell’accesso e con le competenze attribuite alle strutture coinvolte”.




















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