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A Cosenza il Museo all’Aperto Bilotti compie 20 anni, ma mancano statue e targhette

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A Cosenza il Museo all’Aperto Bilotti compie 20 anni, ma mancano statue e targhette

Nessuna iniziativa è stata organizzata per celebrare il 20° anniversario del Museo all’Aperto Bilotti. Anzi. Alcune preziose statue mancano all’appello e di quelle esposte non c’è ancora la targhetta descrittiva

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Museo Aperto Bilotti Mab cosenza

COSENZA – Un chilometro d’arte, gratis, per tutti: il Museo all’Aperto Bilotti di Cosenza compie 20 anni, ma il 2025 volge al termine senza alcuna celebrazione ufficiale. Anzi. Alcune preziose statue mancano all’appello e delle 40 esposte tante non hanno né il nome dell’opera né quello dell’autore. Nonostante appartengano ad artisti di fama mondiale che hanno fatto la storia dell’arte del Novecento.

Inaugurato nel marzo 2025, dal presidente di UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) Italia Giovanni Puglisi, è unico nel suo genere in Europa ed è frutto delle donazioni della famiglia Bilotti alla città. Nell’anniversario dell’innovativo e ben riuscito esperimento di fusione dell’arte con la quotidianità dei cittadini traspare la delusione di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, nipote di Carlo e figlio di Enzo Bilotti, i mecenati che hanno fornito le sculture.

Montaggio della prima scultura del Museo MAB, Pietro Consagra

Museo all’Aperto Bilotti, mancano preziose sculture

Senza nomi è difficile per la cittadinanza avere piena consapevolezza del valore delle statue che abbelliscono Corso Mazzini. Eppure opere degli stessi artisti valgono cifre da capogiro. Incluse quelle non esposte, da anni stipate dal Comune in un magazzino di provincia. Basti pensare al trittico delle Danseuse di Severini (Fouettè; Relevèe; Attitude), donato per essere posizionato sulla vela di piazza Bilotti, lato corso Fera. Tre preziose statue altre circa 2 metri che basterebbe fissare ai gradoni, mentre altre “danseuse” di Severini sono state vendute nelle due principali casa d’asta del mondo: Sotheby’s a Londra per 15 milioni di sterline nel 2008 e per 3,2 milioni di dollari da Christie’s a New York nel 2025. Gli eredi di Gino Severini visitando Cosenza hanno appurato, con sorpresa, la mancata esposizione nel Museo all’Aperto Bilotti e da mesi attendono risposte da Palazzo dei Bruzi.

Pietro Consagra scultore e urbanista allo studio del progetto MAB con Roberto Bilotti

I basamenti delle sculture del MAB

La mancata esposizione di alcune sculture pare dipenda dall’indisponibilità dei basamenti. Quelli originari del 2005, luminosi e interattivi, sono invece ormai un ricordo sbiadito. Ne restano pochi, ma i pulsanti con descrizioni e musica, non funzionano. Le targhette descrittive sono assenti per diverse opere, anche se per il loro pregio il MAB è stato dichiarato nel 2019, con decreto n. 1088 del Ministero per i Beni Culturali, “collezione d’interesse storico e artistico”. Alcuni privati, come i proprietari della gioielleria Scintille che da tempo sostengono la manutenzione del MAB, hanno proposto di collaborare all’allestimento necessario ad accogliere le nuove statue e valorizzare quelle presenti, ma le loro iniziative sono state puntualmente ignorate dall’amministrazione comunale.

La delusione di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona

«Per il ventennale del Museo all’Aperto Bilotti, – dichiara amareggiato Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona – speravo che fossero posizionati almeno i basamenti e le targhette con i nomi degli artisti. Invece non ce n’è traccia. La priorità adesso è esporre le sculture che sono ancora nel deposito e restituirle alla cittadinanza alla quale sono state donate ormai da diversi anni. Il MAB appare tra le eccellenze che la Regione Calabria promuove in tutto il materiale pubblicitario turistico. È ormai un simbolo dell’identità di Cosenza. Una città dove si entra in contatto con l’arte, gratuitamente, passeggiando, e che attende siano esposti i capolavori donati e stipati dal Comune in un deposito».

Il presidente UNESCO Gianni Puglisi inaugura il MAB

«Abbiamo trovato anche la disponibilità di generosi imprenditori cosentini a voler contribuire affinché questo autorevole patrimonio artistico possa essere esposto. Reperire le risorse per i basamenti non è un problema, serve solo la volontà dell’amministrazione comunale che è stata più volte sollecitata a intervenire. Avevano promesso che entro la fine del 2025, per celebrare i 20 anni del MAB, avrebbero montato le sculture mancanti e apposto le didascalie. Il sindaco Franz Caruso disse che avrebbe fatto questo regalo di Natale ai cosentini. Non è successo, sono tutte ancora in deposito senza prospettive».

«Il MAB non è solo un museo»

«Il MAB però, va ricordato, non è solo un museo, ma un progetto di inclusione sociale, dove i cittadini vivono l’arte, in maniera libera, attraversandola. Non è un posto chiuso con orari, biglietti, ma convivenza continuativa, senza barriere, senza portoni. Ed è proprio questo il segreto del suo successo. Un museo che entra nel quotidiano delle persone, rappresenta la fusione arte-vita, un’iniziativa che unisce. È una condizione estetica, – conclude Bilotti – ma soprattutto etica, dell’anima: il condensato di un sogno di condivisione di una famiglia cosentina». Ignorato, purtroppo, dalle istituzioni.

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