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Boom di eventi meteo estremi nel 2025 in Italia: +94% per le temperature record

Italia

Allagamenti, frane ed esondazioni

Boom di eventi meteo estremi nel 2025 in Italia: +94% per le temperature record

Eventi meteo estremi e allarme per frane, allagamenti e danni ai trasporti. Legambiente sollecita attuazione del Piano nazionale di adattamento e governance nazionale

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ROMA – Il 2025 si conferma un anno critico per il clima in Italia, con 376 eventi meteo estremi registrati, un +5,9% rispetto al 2024. È il secondo peggior anno dopo il 2023, che detiene il primato con 383 episodi. Allagamenti, danni da vento ed esondazioni fluviali restano gli eventi più frequenti, mentre preoccupano in modo crescente le temperature record (+94,1%), le frane da piogge intense (+42,4%) e i danni da vento (+28,3%).

Eventi meteo estremi, regioni e province più colpite

Lombardia, Sicilia e Toscana sono le regioni più martoriate, con 50, 45 e 41 eventi rispettivamente. Tra le province, Genova guida la classifica con 16 eventi estremi, seguita da Messina e Torino con 12, Firenze e Treviso con 11, Milano con 10 e Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo con 9 ciascuna. A livello urbano, Genova ha registrato 12 episodi, mentre Milano e Palermo 7 ciascuna.

Sud in sofferenza

Il Meridione ha sofferto soprattutto a causa della siccità, con Sardegna, Sicilia e Puglia tra le aree più colpite. Legambiente sottolinea che i danni complessivi nel Paese nel 2025 ammontano a 11,9 miliardi di euro, con una proiezione al 2029 che li porta a 34,2 miliardi.

Impatto sui trasporti

Nel 2025, 24 episodi hanno causato interruzioni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Le criticità non derivano solo da piogge intense, allagamenti e frane, ma anche dalle temperature record e dalle forti raffiche di vento. Legambiente denuncia azioni sporadiche e non coordinate, prive di approccio multi settoriale e multilivello. “È fondamentale avviare una governance nazionale, attuare il Pnacc, approvando le risorse necessarie per le 361 misure previste a livello nazionale e regionale”, afferma l’associazione.

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Istituzione di un Osservatorio nazionale

L’associazione chiede inoltre l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, per definire priorità territoriali e settoriali e monitorare l’efficacia delle azioni di adattamento. “Ancora una volta l’Italia si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni”, commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “A pagarne lo scotto sono cittadini, territori, imprese e economia. Continuiamo a rincorrere le emergenze invece di lavorare su piani di mitigazione, adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica”.

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