Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

“Nomine di famiglia e ospedale dimenticato”. Il comitato di San Giovanni in Fiore contro Succurro

Provincia

LA MOBILITAZIONE

“Nomine di famiglia e ospedale dimenticato”. Il comitato di San Giovanni in Fiore contro Succurro

“La salute non è una bandierina elettorale”: a San Giovanni in Fiore il comitato 18 gennaio attacca l’ex sindaca sui problema della sanità

Pubblicato

il

Succurro_ospedale-San-Giovanni-in-Fiore

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – “Il Comune di San Giovanni in Fiore è finito alla ribalta delle cronache nazionali per un fatto inaudito: la nomina a “super assessore” del marito dell’ex Sindaca Rosaria Succurro. Un’operazione che proietta un’immagine desolante della nostra cittadina, ridotta a teatro di interessi privati”. A scriverlo in una nota il Comitato 18 Gennaio S. Giovanni in Fiore.

Nel tentativo di distogliere l’attenzione da questa “porcata”, la sig.ra Succurro — Sindaco fino al 6 dicembre scorso e oggi Consigliera Regionale — annuncia una proposta di legge sugli ospedali di montagna. Un annuncio tardivo e fumoso che smentisce anni di condotta amministrativa basata sul negazionismo.

La strategia del silenzio a San Giovanni in Fiore

Per anni, mentre i cittadini subivano lo smantellamento sistematico dei servizi sanitari, la Succurro ha ignorato ogni allarme. Chiunque osasse denunciare la realtà – sindacati, associazioni come “Si(la) Salute Bene Comune”, “Donne e Diritti”, i Consiglieri di opposizione o il “Comitato 18 Gennaio”- veniva etichettato come “sciacallo” o agitatore politico.

Mentre i reparti venivano svuotati e il personale ridotto all’osso, la narrazione ufficiale era una sola: l’ospedale era un’eccellenza. La Sindaca ha scelto di fare da scudo al Commissario Regionale Roberto Occhiuto piuttosto che tutelare i propri concittadini.

La “folgorazione” elettorale

Oggi, folgorata sulla via di Palazzo Campanella, la Succurro scopre improvvisamente che la sanità montana è in ginocchio. Questa “presa di coscienza” a scoppio ritardato è la confessione implicita che i comitati, i sindacati, le associazioni, i cittadini avevano ragione.
L’annuncio di una proposta di legge appare come una mossa elettorale per coprire il fallimento e l’assenza di attenzione sui servizi sanitari in questi anni.

Un anno fa, il 4 Gennaio, Serafino Congi moriva d’ infarto a 47 anni in ambulanza lungo il viaggio per Cosenza, dopo tre ore di attesa in pronto soccorso a causa della carenza di medici e di ambulanze. Un fatto che grida giustizia e che, a distanza di dodici mesi, non ha ancora prodotto alcun potenziamento reale del servizio di emergenza-urgenza.

siamo tutti serafino congi

Una svolta necessaria

La sanità calabrese non si salva con la propaganda, ma con: La fine del commissariamento e la rinegoziazione del “Piano di rientro”. Investimenti reali negli ospedali di montagna, i primi a essere stati sacrificati dal 2010. Un servizio di emergenza/urgenza efficiente e sicuro.

Non è credibile chi ha taciuto quando doveva alzare la voce. La salute non è una bandierina elettorale, ma un diritto costituzionale che non ammette silenzi complici.

Oggi, 4 Gennaio 2026 alle 17.00, partecipiamo alla camminata cittadina proposta dall’Associazione Antigone Siamo tutti Serafino. Rinnovare l’impegno e la mobilitazione popolare è l’unico modo concreto per onorare la memoria di Serafino e difendere il futuro di San Giovanni in Fiore nel primo anniversario della sua morte.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social