Area Urbana
L'APPELLO
Cosenza, gli ambulanti del mercato di Lungo Busento: «Vogliamo vivere e non sopravvivere»
Dopo l’incontro di ieri in Comune, Fanelli rappresentante degli ambulanti precisa: “Faremo sempre valere le nostre ragioni, nel rispetto dello Stato di diritto”

COSENZA – A poco più di un mese dalla raccolta firme lanciata da Lucio Fanelli, rappresentante di zona dell’Associazione Ambulanti Italia, con la quale si chiedeva un confronto con l’amministrazione comunale in merito alla riorganizzazione del mercato di Lungo Busento, il peggio sembra essere passato. Gli ambulanti, infatti, lamentavano del recente bando emanato dal Comune che avrebbe penalizzato molti dei venditori storici dell’area.
Ieri l’intesa in Comune grazie ad un confronto definito “proficuo e costruttivo” dal primo cittadino di Cosenza, Franz Caruso che ha parlato di una soluzione condivisa emersa nell’incontro. Dello stesso parere è Fanelli che oggi commenta: “l’incontro con il Comune si è concluso come tutti noi ci aspettavamo. Grazie all’impegno dei commercianti occupanti i posteggi da oltre un trentennio, che si sono affidati all’azione dell’Associazione Ambulanti Italiani, attraverso il sottoscritto in qualità di rappresentante di zona, siamo riusciti ad aprire una discussione su un tema che, prima del nostro intervento, nessuno aveva ritenuto di affrontare: il bando che metteva in discussione la storicità di tutti noi”.
Cosenza, mercato di Lungo Busento, Fanelli: “Faremo valere le nostre ragioni”
“Grazie al nostro intervento, oggi si sono seduti attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti” aggiunge ricordando come già prima delle festività natalizie gli ambulanti avessero incontrato l’assessore Battaglia.
“Non siamo stati cercati da nessuno – puntualizza – ma non intendiamo contestare gli assenti di ieri e i presenti di oggi. Vogliamo però ribadire con chiarezza che ci saremo, ci rappresenteremo e faremo sempre valere le nostre ragioni, nel rispetto dello Stato di diritto”.
Ringraziando tutti i colleghi che insieme a lui e all’associazione portano avanti la caisa, Fanelli conclude: “In una città che scende in piazza per ogni sopruso, noi abbiamo fatto capire a tutti che esistiamo, che vogliamo vivere e non semplicemente sopravvivere del nostro lavoro, svolto onestamente da decenni”.






















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