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Longobucco: protesta a Cosenza su sanità, mobilità e servizi. Le accuse al sindaco e al suo vice
Una delegazione di cittadini, consiglieri, associazioni e sindacati davanti alla Prefettura per chiedere sanità, mobilità e servizi essenziali. Dura accusa contro il sindaco Pirillo e il vicesindaco Murrone

COSENZA – Longobucco si mobilita e ieri mattina la protesta è arrivata a Cosenza. Una delegazione composta da consiglieri comunali, associazioni, sindacati e semplici cittadini ha raggiunto Cosenza per sostenere “le ragioni di un popolo che da tempo rivendica il diritto a vivere nella propria comunità ed a ricevere quei servizi essenziali, garantiti e sanciti dalla Costituzione Italiana: il diritto alla salute, il diritto all’uguaglianza, il diritto alla mobilità”.
Longobucco, sit in davanti alla Prefettura
Davanti alla Prefettura di Cosenza, i cittadini chiedevano risposte chiare e scritte su chi e in che tempi dovesse garantire la ricostruzione del Viadotto Ortiano 2 e la riapertura del tratto della Sila-Mare attualmente chiuso al traffico, oltre alla tutela del diritto alla salute “tramite una guardia medica aperta e funzionante insieme a medici di base presenti sul territorio”.
Secondo quanto denunciato, le aspettative sarebbero state disattese nel momento in cui “il sindaco Pirillo e il vicesindaco si sono presentati in Piazza 11 Settembre a Cosenza con la testa china, incuranti dei loro concittadini, per introdursi negli uffici della Prefettura e partecipare all’incontro senza coinvolgere la delegazione longobucchese, lasciandola di fatto fuori e sbattendo sostanzialmente loro in faccia la porta”.

All’incontro sarebbe stata negata la partecipazione anche ai sindacati CGIL e CISL, presenti con Antonio Baratta e Francesco Maria Madeo, e ai consiglieri comunali Eugenio Celestino e Antonio Perri. A entrare, invece, sarebbe riuscita la consigliera regionale on. Elisa Scutellà.
“Dalle notizie in nostro possesso – scrive il gruppo “Per la rinascita di Longobucco” – al tavolo non erano presenti rappresentanti dell’Asp per affrontare le problematiche relative alla sanità; era, invece, presente Anas, che pare abbia fissato una nuova data per la ricostruzione del Viadotto Ortiano 2 che, udite udite, sarà completato per l’estate 2026”.

Durissime le conclusioni tratte dopo la mattinata in Prefettura: “Anas continua a prenderci in giro aggiornando verbalmente di mese in mese la data di scadenza dei lavori sul ponte crollato. Nessuna notizia sulla messa in sicurezza idrogeologica del bacino del Trionto e sul ripristino del tracciato originario che doveva concludersi a C.da Foresta (progetti già finanziati con Fondi Coesione)”.
Nel mirino anche l’amministrazione Murrone-Pirillo che, spiega il gruppo politico “continua nella sua opera distruttiva della storia politica di un territorio, della reputazione di un popolo: ormai non rappresentano più i longobucchesi, ma solo le loro poltrone ed i loro interessi”. “Del diritto alla salute nel Comune di Longobucco non importa a nessuno: probabilmente qualcuno continua a volerci tenere tutti in malattia e senza medici per curarci”. “Noi continueremo ad opporci a questo stato di cose e siamo pronti, come sempre, alla battaglia politica per rivendicare quei diritti che qualcuno, invece, insistentemente e senza vergogna continua a calpestare”.



















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