Calabria
Maxi sequestro da oltre 7 milioni per Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto
Operazione della Guardia di Finanza su decreto del Tribunale di Catanzaro e della Dda: sotto sequestro 22 immobili e 10 terreni a un soggetto già coinvolto nell’inchiesta “Jonny” sul centro migranti di Isola Capo Rizzuto

CATANZARO – La Guardia di finanza ha posto sotto sequestro 22 unità immobiliari e 10 appezzamenti di terreno, per un valore complessivo superiore ai 7 milioni di euro. I beni sono risultati direttamente o indirettamente riconducibili ad un soggetto ritenuto socialmente pericoloso, sia sotto il profilo della “pericolosità qualificata” sia di quella “comune”, perché indiziato di appartenenza ad associazione mafiosa, ai sensi dell’articolo 416-bis del codice penale, e ritenuto vivere abitualmente con i proventi di attività delittuose.
I beni sono riconducibili a Leonardo Sacco, l’ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto che gestiva il centro per richiedenti asilo di Sant’Anna, coinvolto, nel 2017, nell’operazione “Jonny”, che ha riguardato le infiltrazioni della cosca di ‘ndrangheta degli Arena nella gestione del Centro.
Sequestro da 7 milioni
Dall’inchiesta “Jonny”, secondo l’accusa, è emerso che Sacco, quale legale rappresentante della Misericordia, era a capo di un meccanismo che consentiva, grazie a condotte fraudolente, la distrazione di ingenti fondi pubblici destinati al servizio mensa del Centro di accoglienza, poi dirottati in parte alla cosca Arena. Recentemente è stato condannato dalla Corte d’appello di Catanzaro, in sede di giudizio di rinvio dalla Cassazione, a 8 di reclusione perché riconosciuto intraneo alla cosca e responsabile dei reati di truffa e trasferimento fraudolento di valori.

Le indagini
Il sequestro preventivo è il risultato di complesse indagini economico-patrimoniali coordinate dalla Dda di Catanzaro e condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, in collaborazione con il Servizio Centrale I.C.O. Gli accertamenti hanno evidenziato una chiara sproporzione tra il valore dei beni accumulati e i redditi dichiarati, oltre a solidi indizi sulla provenienza illecita delle risorse utilizzate per acquisire il patrimonio. L’operazione si inserisce in un filone investigativo più ampio: nei confronti di altri soggetti coinvolti nella stessa indagine, la Guardia di Finanza ha già eseguito analoghi provvedimenti di sequestro per un valore complessivo superiore ai 9 milioni di euro.
Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 159 del 2011. Ora si attende il contraddittorio davanti al Tribunale ordinario di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, nell’ambito del procedimento ancora in corso che dovrà stabilire se sussistano i presupposti per la confisca definitiva dei beni.


















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