Provincia
Longobucco, sulla morte di Sommario: «ambulanza 118 prevista da una convenzione ma mai attivata»
La denuncia arriva dalla deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino che nel corso di un’interrogazione parlamentare ha chiesto al Governo e al Prefetto “di chiarire responsabilità e tempi” di quanto accaduto

ROMA – La morte di Antonio Sommario di Longobucco ha scosso tutta la provincia di Cosenza. Un caso che racconta le righe cupe della sanità in Calabria. Lo denuncia in una lettera aperta indirizzata al governatore Occhiuto Eugenio Celestino, capogruppo in Consiglio comunale di Longobucco parlando di “morte annunciata”. Ritorna sul caso anche la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino che precisa che la morte di “Tonino” non può essere “archiviata come una tragica fatalità”.
La pentastellata, infatti, denuncia come “a Longobucco il servizio di emergenza-urgenza 118 era formalmente previsto, disciplinato da una convenzione sottoscritta tra l’ASP di Cosenza e un’organizzazione di volontariato, ma non è mai diventata operativa”.
Longobucco,l’interrogazione di Baldino sulla questione “ambulanza”
Un corto circuito istituzionale per il quale la Baldino ha chiesto “risposte puntuali al ministro della Salute e alla Prefetta di Cosenza” come ha fatto sapere in una nota diffusa stamani. “La convenzione – spiega Baldino – qualifica il servizio 118 come pubblico, essenziale e non interrompibile, con copertura H24. Tuttavia, l’attivazione del punto di stazionamento di Longobucco risulta subordinata a una serie di adempimenti amministrativi e autorizzativi in capo alle istituzioni competenti.
“Il nodo non riguarda l’associazione di volontariato, che non può operare senza il completamento dell’iter previsto, e che risulterebbe aver acquistato una nuova ambulanza per erogare il servizio, ma il mancato coordinamento e la mancata tempestività delle amministrazioni coinvolte”.

“Vicende come questa mostrano con chiarezza – aggiunge la deputata – la distanza che può crearsi tra i proclami ufficiali e la vita reale delle comunità, soprattutto nelle aree interne. Quando i servizi vengono annunciati o formalmente istituiti, ma non resi concretamente operativi, il rischio è che la narrazione istituzionale finisca per nascondere fragilità che emergono poi nei momenti più drammatici”.
“L’assenza o il ritardo nelle aree interne è questione di vita o di morte”
Nell’interrogazione parlamentare la Baldino ha chiesto di chiarire “quali uffici fossero responsabili del rilascio dei pareri igienico-sanitari e di sicurezza, e perché soprattutto nonostante una convenzione sottoscritta il 12 settembre scorso, il servizio non fosse attivo al momento del bisogno.
“Con una formale nota al Prefetto di Cosenza – aggiunge Baldino – ho inoltre chiesto l’attivazione dei poteri di vigilanza e coordinamento, affinché venga accertato se vi siano state omissioni, ritardi o inerzie amministrative che abbiano di fatto lasciato un’intera comunità priva di un servizio di emergenza vitale”.
“Nelle aree interne – conclude Baldino – l’assenza o il ritardo di un’ambulanza non è una variabile neutra: è una questione di vita o di morte. Per questo serve chiarezza e definire le responsabilità sulla mancata attivazione della convenzione ma soprattutto serve che il servizio di 118 a Longobucco sia reso immediatamente operativo. Lo Stato non può arretrare proprio dove la fragilità è maggiore”.




















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