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Processo Bergamini, la Corte d’Appello respinge le istanze della difesa. Sentenza entro luglio 2026

Processo Bergamini, la Corte d’Appello respinge le istanze della difesa. Sentenza entro luglio 2026

La Corte d’Assise di Catanzaro conferma la validità dell’impianto probatorio di primo grado: no a nuovi testimoni e perizie scientifiche. L’avvocato Anselmo: «Risultato storico, la verità è vicina».

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CATANZARO – Processo Bergamini: l’istruttoria di secondo grado sulla morte dell’ex calciatore del Cosenza (in primo grado condannata a 16 anni l’ex fidanzata Isabella Internò con l’accusa di omicidio volontario premeditato in concorso con ignoti)  segna un punto di svolta importante presso la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro. In una giornata definita “storica” dal legale della famiglia del calciatore, la Corte – presieduta da Piero Santese, con Domenico Commodaro a latere – ha respinto integralmente tutte le eccezioni avanzate dalla difesa, alcune delle quali avrebbero portato al rinnovo dell’istruttoria dibattimentale, blindando di fatto l’impianto accusatorio e accelerando verso il verdetto finale.

L’avvocato Fabio Anselmo ha definito le decisioni della Corte un risultato fondamentale” perché “ha ritenuto sufficiente l’istruttoria e la sentenza di primo grado. Non ci saranno rallentamenti o supplementi inutili. Non si perderà altro tempo“. Confermato anche il cronoprogramma con le prossime udienze e la sentenza d’appello attesa entro il mese di luglio 2026. “Oggi sono emozionato perché dopo anni di battaglia siamo sempre più vicini” ha aggiunto Fabio Anselmo . “Questa non è fuffa, è la Corte di Assise di Catanzaro che si pronuncia in modo netto. Adesso si fa sul serio. Non ci saranno rallentamenti, non ci saranno supplementi istruttori inutili e soprattutto non si perderà altro tempo.

La decisione della Corte d’Appello: nessun “rimpasto” istruttorio

La strategia della difesa, volta a riaprire l’istruttoria dibattimentale, è stata neutralizzata punto su punto. La Corte d’Assise d’Appello ha infatti giudicato sufficiente il materiale probatorio già raccolto nel primo grado di giudizio, che aveva portato alla condanna di Isabella Internò. Nello specifico, sono state respinte le questioni di nullità, le richieste di rinnovazione dell’istruttoria, le richieste di riascoltare i testimoni e tutte le istanze sulla parte peritale e scientifica del processo: nuove perizie, nuovi esami e nuovi consulenti introdotti in appello.

Processo Bergamini

Processo Bergamini: il calendario delle udienze

Il percorso verso la verità giudiziaria sulla morte del calciatore del Cosenza, avvenuta nel 1989 a Roseto Capo Spulico, entra ora nella sua fase più calda. La Corte ha già fissato il calendario delle prossime udienze: 26 maggio ripresa della discussione con la requisitoria del PM Luca Primicerio e le richieste delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Fabio Anselmo, Alessandra Pisa e Silvia Galeone, l’11 giugno prosieguo del dibattimento con la parola alla difesa e agli avvocati della Internò Angelo Pugliese e Cataldo Intrieri, per arrivare entro il 9 luglio 2026 alla discussione finale e alla lettura della sentenza.

La sentenza di primo grado

Archiviato all’epoca come suicidio, il caso è stato riaperto e archiviato più volte fino al 20 settembre 2021, quando il Gup di Castrovillari rinviò a giudizio Isabella Internò per concorso in omicidio dopo l’ennesima riapertura dell’inchiesta grazie al lavoro svolto dall’avvocato Anselmi che tutela la sorella di Bergamini, Donata, oggi presente in aula.

Dopo un lungo e travagliato processo la sentenza venne pronunciata dalla Corte d’Assise di Cosenza il primo ottobre 2024 con la condanna dell’ex fidanzata. Secondo l’accusa Bergamini fu soffocato e poi il corpo adagiato lungo la statale dove fu travolto da un camion e non si suicidò gettandosi sotto al mezzo come aveva detto all’epoca e ripetuto nel corso degli anni Isabella Internò che era con lui al momento della morte.

 

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