Provincia
Le straordinarie capacità dei cani antiveleno, incontro educativo dei Carabinieri del Parco del Pollino
Gli studenti scoprono le attività del Nucleo Carabinieri Parco e l’addestramento di “Fenrir”, uno dei cani antiveleno esperto nella ricerca di sostanze velenose

CERCHIARA DI CALABRIA (CS) – Carabinieri, cani antiveleno e studenti, protagonisti di un incontro educativo. Una mattina davvero speciale per gli alunni della scuola secondaria di primo grado di Cerchiara di Calabria e San Lorenzo Bellizzi, che hanno partecipato a un incontro didattico fuori dall’ordinario con protagonista “Fenrir”, il cane Pastore Belga Malinois del Nucleo Carabinieri Parco di Cerchiara di Calabria, appartenente al Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Pollino.
Cani antiveleno, le attività dei carabinieri
L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto di orientamento scolastico, ha permesso ai ragazzi di conoscere da vicino le attività dei Carabinieri Forestali, con particolare attenzione alla tutela del benessere animale e alla prevenzione dei reati contro gli animali.

“Fenrir” è infatti addestrato alla ricerca di sostanze velenose, una pratica purtroppo sempre più utilizzata da criminali per nuocere agli animali.
Gli studenti hanno avuto l’opportunità di osservare le capacità straordinarie del cane e il lavoro professionale del suo conduttore, seguendo con entusiasmo le dimostrazioni e le spiegazioni sul percorso di addestramento. La curiosità dei ragazzi si è tradotta in numerose domande, segno di un coinvolgimento attivo e di un interesse concreto verso il mondo della tutela ambientale e animale.
L’evento ha rappresentato non solo un momento educativo, ma anche un’occasione per trasmettere valori di responsabilità, rispetto per la natura e per gli animali, stimolando nei giovani una maggiore consapevolezza sull’importanza della protezione del territorio e della fauna locale.

Il ruolo dei cani antiveleno
Le Unità Cinofile Antiveleno rappresentano un presidio fondamentale nella tutela degli animali e dell’ambiente. Si tratta di team altamente specializzati, composti da un conduttore esperto e da un cane addestrato per individuare esche, bocconi avvelenati e carcasse di animali morti a causa di avvelenamento. Il cane, grazie al suo fiuto straordinario, è in grado di rilevare sostanze tossiche anche in quantità minime e in contesti complessi come boschi, campagne e aree urbane periferiche. Il conduttore, dal canto suo, coordina l’attività dell’animale, interpreta i segnali e garantisce la sicurezza delle operazioni.
Il fenomeno degli avvelenamenti dolosi è purtroppo in crescita e rappresenta una minaccia grave e diffusa per gli animali domestici, in particolare cani e gatti d’affezione, ma anche per molte specie selvatiche. Questo tipo di pratica illecita non colpisce solo singoli animali, ma ha conseguenze ecologiche molto più ampie, mettendo a rischio interi ecosistemi.
Tra le specie più vulnerabili ci sono lupi, orsi, volpi, tassi e faine, ma anche uccelli necrofagi come gipeti, grifoni e altre specie che si nutrono di carcasse. Quando ingeriscono resti contaminati, possono subire avvelenamenti letali, con effetti a cascata sull’equilibrio naturale del territorio.

L’uso di bocconi avvelenati rappresenta una delle minacce più serie per la conservazione del lupo, simbolo della fauna protetta italiana. Si tratta di una pratica illegale, ma purtroppo ancora diffusa, che oltre a costituire un reato penale, mette a rischio la biodiversità, l’equilibrio degli ecosistemi e la sicurezza degli animali domestici. La gravità della situazione risiede anche nel fatto che il veleno non fa distinzione tra animali selvatici e domestici: ogni boccone può trasformarsi in una trappola mortale per chiunque lo ingerisca.
Il ruolo delle Unità Cinofile Antiveleno è quindi doppio: da una parte garantiscono la prevenzione e la repressione di questi crimini, dall’altra fungono da strumento educativo per sensibilizzare la comunità sull’importanza di proteggere gli animali e l’ambiente. Il cane, con il suo lavoro quotidiano, diventa un simbolo di sicurezza e attenzione, capace di ridurre il numero di episodi di avvelenamento e contribuire alla tutela della fauna selvatica e domestica.
In caso di sospetto avvelenamento, è fondamentale seguire alcune regole precise per tutelare la propria sicurezza e non compromettere le indagini. Non toccare mai bocconi sospetti o carcasse, poiché il contatto diretto può essere pericoloso e può contaminare le prove.
È invece necessario chiamare immediatamente il 112 o contattare il Comando Carabinieri Forestali di zona, che provvederà a intervenire in sicurezza, analizzare il materiale e, se necessario, predisporre gli interventi di bonifica e di recupero.
Gli avvelenamenti non sono solo un problema legato alla fauna selvatica o agli animali domestici: rappresentano anche una minaccia sociale, perché dimostrano come la criminalità possa utilizzare pratiche illegali e crudeli per scopi personali o di lucro.
La presenza delle UCA e il lavoro dei Carabinieri Forestali contribuiscono a ridurre questi episodi, ma la prevenzione passa anche attraverso la sensibilizzazione e la collaborazione della comunità. Conoscere i rischi, segnalare comportamenti sospetti e rispettare le norme sulla tutela degli animali e dell’ambiente sono passaggi fondamentali per garantire la sicurezza e il benessere di tutti.
In sintesi, i cani antiveleno e le Unità Cinofile Antiveleno sono veri e propri guardiani della fauna e degli animali domestici. Grazie alla loro preparazione e alla capacità di individuare sostanze tossiche, svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione degli avvelenamenti dolosi, proteggendo specie a rischio e salvaguardando l’equilibrio naturale dei territori.
Il loro lavoro, unito alla collaborazione con i cittadini, rappresenta un elemento indispensabile per garantire sicurezza, protezione degli animali e rispetto della legge.





















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