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Ex Lsu-Lpu, a Rende il Coordinamento autonomo dei lavoratori pubblici calabresi: stabilità e dignità
Domani, alle 16.00 il Coordinamento autonomo dei lavoratori pubblici calabresi, ex Lsu-Lpu, si riunisce per rivendicare contratti stabili, diritti previdenziali e salari adeguati. Una battaglia che mette a nudo la precarietà nella P.A. più povera d’Italia

RENDE – Provenienti da tutta la Calabria, i dipendenti pubblici ex Lsu-Lpu si ritroveranno domani, venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 16.00 presso l’Hotel President di Rende, per un’assemblea promossa dal Coordinamento autonomo dei dipendenti degli enti pubblici calabresi, guidato da Romolo Cozza, Giovanni Conforti, Gino Pettinato, Giulio Pignataro, Oreste Valente, Gianvincenzo Petrassi e Giovanni Muto, segna un nuovo momento di mobilitazione dopo i flashmob di Catanzaro e Roma.
Ex Lsu-Lpu: le richieste del coordinamento
La questione centrale è quella del lavoro precario: contratti instabili, salari bassi, assenza di tutele che non colpiscono solo i giovani, ma intere fasce di lavoratori, rendendo difficile costruire un futuro dignitoso. Il coordinamento punta a promuovere lavoro di qualità, con contratti stabili, retribuzioni adeguate, diritti garantiti e possibilità di crescita professionale.
Riconoscimento dei contributi previdenziali
La prima richiesta riguarda l’approvazione di un decreto-legge che permetta il riconoscimento dei contributi previdenziali maturati prima della stabilizzazione occupazionale. La proposta è semplice: stilare un elenco dei lavoratori per anno di nascita, così da programmare la spesa contributiva in modo sostenibile. Ad esempio, nel 2026 i nati nel 1959 saranno 300, quindi la spesa per i contributi riguarderà solo queste persone, e così via negli anni successivi.

Ripristino dell’accordo quadro del 14 marzo 2022
La seconda richiesta è la reintroduzione dell’accordo, unilateralmente cancellato da Regione e sindacati, che prevedeva contributi economici dinamici per l’aumento delle ore ai lavoratori part-time e la copertura dei contributi previdenziali attraverso il fondo regionale.
Quella dei lavoratori ex LSU/LPU è definita “una tragedia comica”: dipendenti pubblici senza gli stipendi della P.A., controllati dallo Stato per il lavoro nero mentre lo Stato stesso li impiega in condizioni simili, con pensioni prossime al di sotto del minimo sociale.
Un caso emblematico riguarda una lavoratrice di un comune della provincia di Cosenza, che dopo 34 anni di servizio percepirà a dicembre 2025 una pensione di soli 785 euro.
Il Coordinamento annuncia che le iniziative continueranno, prevedendo azioni eclatanti e di forte impatto mediatico, per sollecitare politica e istituzioni a confrontarsi con una realtà che, soprattutto in Calabria, non può più essere ignorata. Domani, dunque, l’appuntamento a Rende rappresenta non solo un momento di mobilitazione, ma anche un simbolo della battaglia per dignità, stabilità e diritti dei lavoratori pubblici più poveri della Calabria.




















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