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PRODOTTI D'ECCELLENZA
Wine&Siena 2026: l’eccellenza di Belsito conquista la Toscana con i salumi di Iolanda Spina
L’Azienda Agricola e Salumificio Tradizionale Mandarino di Iolanda Spina è presente al Wine&Siena 2026. Il racconto dell’imprenditrice di Belsito fra curiosità e sguardo verso il futuro

BELSITO (CS) – C’è un filo rosso che lega i pascoli incontaminati del Mezzogiorno alle storiche mura di Siena: è quello della qualità senza compromessi che arriva anche a Wine&Siena 2026. L’Azienda Agricola e Salumificio Tradizionale Mandarino di Iolanda Spina, dopo aver intrapreso un ambizioso tour tra le più prestigiose vetrine del settore, ha scelto di fare tappa in uno degli appuntamenti più esclusivi del panorama enogastronomico nazionale.

Fino al 2 febbraio 2026, infatti, l’azienda con sede a Belsito sarà tra le protagoniste di Wine&Siena, l’evento firmato dagli organizzatori del Merano Wine Festival che celebra le eccellenze premiate e la cultura del gusto. In prima linea c’è Iolanda Spina che ha scelto di partecipare alla kermesse senese. Non è solo un traguardo commerciale, ma la conferma di un percorso volto a portare l’autenticità del salume artigianale, la filosofia della filiera attenta, il tutto accompagnato da prodotti a chilometro zero e di qualità.
Dalle radici al Wine&Siena 2026: la scommessa di una storia che profuma di famiglia e futuro
In un mondo dominato dai ritmi industriali, una realtà locale riscopre il valore della filiera chiusa e dell’allevamento semibrado, trasformando i ricordi d’infanzia in un modello di sostenibilità d’eccellenza. E pensare che una volta questa era la “normalità” dei nonni: un tempo scandito dalle stagioni, dal rispetto per la terra e dal rito, quasi sacro, dell’allevamento del maiale e da tutto ciò che ne consegue. Questo è il cuore pulsante di un progetto imprenditoriale nato dalla volontà di non disperdere un patrimonio culturale e gastronomico inestimabile.

Tutto ha inizio nel dicembre 2010, quando sui terreni di famiglia custoditi con amore, prende vita l’idea di creare una filiera completa. L’obiettivo? Riportare in auge quel concetto di “tesoro di risorse” che il maiale rappresentava per le generazioni passate. Dalle carni fresche alle conserve, dalle salsicce alle cotiche, l’azienda si fa custode di un equilibrio da mantenere. In passato, ogni parte dell’animale garantiva il sostentamento per l’intero anno. Oggi, infatti, quella filosofia diventa un vessillo di sostenibilità e lotta allo spreco, offrendo prodotti ricchi di nutrienti essenziali per le sfide moderne.
Il vero punto di svolta arriva nel novembre 2011, con l’avvio dell’allevamento allo stato semibrado. Qui, infatti, gli animali crescono immersi nella natura, in un territorio dove chiunque non è padrone, ma ospite rispettoso. “Siamo quello che mangiamo“, spiegano i titolari. “Un prodotto di filiera 100% locale è l’espressione di una famiglia, di un territorio e dei suoi profumi unici“.
Lo sviluppo di un’azienda che vuole crescere e non snaturarsi
Il segreto? L’innovazione al servizio della tradizione. Non si tratta però di una semplice operazione che ha il sapore della nostalgia. La chiave del successo di questa realtà risiede nella capacità di far coesistere due dimensioni apparentemente opposte: antichi saperi e moderne esigenze sanitarie. La lavorazione artigianale e il rispetto della stagionalità si fondono con controlli ambientali e igienici di altissimo livello.

“Seguendo la tradizione ovviamente non possiamo stare completamente lontani da quello che è il mondo moderno. In questo caso mi riferisco alla Rete. Penso che il miglior biglietto da visita e la più grande pubblicità sia il passaparola sotto varie forme“, commenta Iolanda Spina ai microfoni di QuiCosenza.
È questa la sintesi che permette di offrire un prodotto autentico e sano, capace di parlare ai consumatori di oggi con il linguaggio della genuinità di un passato non così lontano. L’azienda non vende solo salumi o carne, vende un’identità. È un passaggio di testimone da padre/madre a figlio/a, un impegno solenne verso le generazioni future per dimostrare che un modo di lavorare etico, naturale e radicato nel territorio non è solo possibile, ma è la strada maestra per l’eccellenza, la promozione e la produzione di prodotti di qualità.



















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