Area Urbana
Rende: tra visione e realtà, Ghionna a Principe «la città attende segnali concreti di cambiamento»
“All’indomani della conferenza annuale di Sandro Principe, sul piano dell’amministrazione quotidiana la città attende ancora segnali concreti di cambiamento”, dichiara il consigliere comunale Ghionna

RENDE – All’indomani della conferenza annuale di Sandro Principe, in cui il sindaco ha rilanciato una visione politica ambiziosa e rafforzato la sua leadership nel centrosinistra, sul piano dell’amministrazione quotidiana la città attende ancora segnali concreti di cambiamento. A dirlo è il consigliere comunale di minoranza, Marco Saverio Ghionna (capogruppo Futuro) secondo cui “la visione c’è, il cambio amministrativo no. Mentre la leadership del Sindaco nel centrosinistra cresce, la città resta in attesa di un governo efficace”.
Rende, Ghionna «aspettative alte, risultati attesi»
“Dall’inizio del mandato, l’amministrazione guidata da Principe ha mostrato una forte capacità di presidiare il piano della comunicazione politica, molto meno quello del rapporto diretto e quotidiano con la città. La presenza, l’esperienza e il peso politico del Sindaco costituiscono un fattore di riferimento istituzionale che, in una fase complessa, rappresenta comunque un elemento di continuità utile per la città. Proprio per questo, però, il livello di aspettativa si è alzato. E quando l’asticella è alta, non basta una narrazione efficace o una comunicazione ben costruita: serve una macchina amministrativa solida, reattiva e capace di tradurre gli indirizzi politici in risultati concreti”.
Le criticità evidenti
“Ad oggi, al di là degli slogan, delle dichiarazioni e delle mille conferenze – sottolinea Ghionna – i segnali di un reale cambio di passo amministrativo faticano a emergere. Manutenzione, viabilità, urbanistica, gestione del territorio e ambiente, che sono tra i primi ambiti su cui i cittadini misurano l’efficacia di un’amministrazione, continuano a restituire criticità evidenti, alimentando una distanza sempre più percepibile tra il racconto pubblico e la realtà quotidiana”.
“Il tema non è lo stile del Sindaco, né la legittimità della visione politica proposta. Il tema è la qualità dell’azione amministrativa complessiva e la sua capacità di incidere concretamente sulla vita della città. ‘Rende cambia‘ è un’affermazione impegnativa: per essere credibile deve tradursi in esperienza concreta, fatta di servizi che funzionano, tempi certi e scelte riconoscibili. La sua narrazione è sicuramente funzionale a consolidare il ruolo del Sindaco come riferimento del centrosinistra provinciale e regionale, anche in assenza di un contrappeso politico strutturato nella sua stessa area”.

“La comunicazione può accompagnare il governo della città, ma non sostituirlo. Ed è su questo terreno che, oggi più che mai, si misura la responsabilità di chi guida la città. A Rende oggi il problema non è la visione, ma la efficacia dell’amministrare. Sono convinto che il Sindaco ne abbia piena contezza. Non a caso il dibattito pubblico appare sempre più concentrato su una dimensione di politica “filosofica”, sindaco-centrica, di riformismo sociale e di narrazione valoriale, mentre molto meno spazio viene riservato alla politica amministrativa in senso stretto”.
La gestione ‘quotidiana’
“È proprio lì, nella gestione quotidiana, negli atti, nei tempi e nelle decisioni operative, che oggi si registra il punto di maggiore difficoltà. Lo dimostrano una viabilità sperimentale e confusa come quella adottata a Roges, le buche irrisolte nella zona industriale e in larghe aree della città, i dossi fuori misura collocati sulle arterie principali, l’assenza di un contrasto strutturale al fenomeno delle discariche abusive e le persistenti criticità ambientali di Quattromiglia”.
“Una città che continua ad allagarsi ad ogni pioggia più intensa, così come una gestione della monetizzazione degli standard urbanistici che sottrae spazi alla città, alterando l’equilibrio tra nuove costruzioni e qualità urbana, senza dimenticare l’incertezza che continua a gravare sul futuro dell’area del Lorenzon, ormai destinato a certa edificabilità. Sono questi i fatti – conclude Ghionna – su cui oggi si misura la distanza tra il racconto pubblico e la realtà vissuta quotidianamente dai cittadini”.


















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